“È molto provato, non ha raccontato nel dettaglio cosa è successo”. Così all’Ansa l’avvocato Simone Moffa, legale del 43enne foggiano incensurato fermato dai carabinieri con l’accusa di essere l’autore dell’omicidio di Giovanni detto “Gigi” Mastropasqua, il 50enne fruttivendolo ucciso ieri mattina poco prima di mezzogiorno nella sua auto, una Smart rossa, in via Arpaia a Foggia. “È in stato di fermo – dice il legale – non ho ancora a disposizione gli atti”. L’uomo è stato individuato dai carabinieri con l’ausilio della polizia e sottoposto a fermo nell’ambito delle indagini coordinate dalla procura di Foggia.
Stando a quanto divulgato dagli investigatori, alla base del delitto ci sarebbero contrasti di natura economica, molto probabilmente relativi ad un debito in denaro. Fondamentali per la ricostruzione e la cattura dell’uomo sarebbero state le immagini della videosorveglianza della zona che hanno permesso ai carabinieri, coordinati dalla procura di Foggia, di risalire al 43enne, rintracciato nel tardo pomeriggio di ieri, nei pressi della sua abitazione.









