Duro affondo del Movimento 5 Stelle e, in particolare, dell’europarlamentare foggiano Mario Furore, dopo la sentenza sul fallimento di AMICA S.p.A., storica azienda per la raccolta rifiuti del Comune di Foggia. Per Furore, il pronunciamento del tribunale non è soltanto un atto giudiziario, ma la certificazione definitiva di una gestione politica fallimentare, portata avanti — a suo dire — per anni “senza responsabilità e senza trasparenza”.
“Un disastro politico coperto e sottovalutato”
“Il disastro AMICA non è nato per caso”, scrive Furore in un post infuocato diffuso sui social. “È figlio di scelte politiche sbagliate, bilanci truccati, controlli inesistenti e di un Comune — socio unico — che ha preferito coprire anziché intervenire”. L’europarlamentare rivendica le denunce fatte negli anni dal Movimento, ricordando di aver perfino proposto una transazione per evitare le conseguenze dirompenti della condanna. “Non siamo stati ascoltati. Anzi, siamo stati definiti sciacalli”, accusa.
“Chi minimizza è parte del problema”
Furore non risparmia neppure chi, oggi, si mostra sorpreso: “Chi finge stupore o minimizza è complice di quel sistema. AMICA è il simbolo di una stagione da archiviare, fatta di potere senza controllo, incarichi senza merito e di conti pubblici usati come bancomat”.
Un messaggio rivolto anche agli attuali partner di governo cittadino, con un appello diretto a rompere definitivamente con il passato: “Ora spetta alla nostra politica fare pulizia”.
“Vogliamo una Foggia dove la legalità sia realtà quotidiana”
Nel suo intervento, Furore ribadisce l’impegno del Movimento per una città diversa: “Vogliamo una Foggia dove la legalità non sia una parola da campagna elettorale, ma un fatto quotidiano, dove chi sbaglia paga e dove il denaro pubblico sia sacro, non un bottino da spartire”.
La sentenza, conclude, “ha fatto giustizia. Adesso tocca alla politica fare pulizia”. Un monito che risuona come un ultimatum al sistema che ha governato la città e una richiesta di responsabilità per chi oggi siede ai tavoli decisionali.










