Il Tribunale di Bari – Sezione Specializzata in materia di Impresa ha emesso la sentenza n. 2319/2025 relativa al fallimento della ex municipalizzata Amica S.p.A., condannando in solido il Comune di Foggia e una lunga serie di ex amministratori, revisori e sindaci a risarcire la curatela fallimentare per un importo complessivo pari a 27.498.334,25 euro, oltre interessi e rivalutazione.
Una sentenza che segna un passaggio storico nella vicenda del crac della partecipata che si occupava della raccolta dei rifiuti nel capoluogo dauno. Il giudizio, promosso dalla curatela, ha portato all’accertamento di gravi responsabilità civili per la gestione dissennata dell’azienda e la mancata vigilanza da parte del socio unico, cioè il Comune.
Le condanne nel dettaglio
Il giudice ha accolto l’azione di responsabilità e ha stabilito la somma massima che ciascun soggetto dovrà risarcire: Comune di Foggia: € 27.498.334,25; Aimola Elio: € 13.718.891,54; Eredi di Milano Michele: € 2.462.563,94; Balestrucci Saverio: € 2.462.563,94; Brigida Luigi e Brigida Paola (eredi di Brigida Raffaele): € 13.718.891,54; Zingrillo Maria Teresa: € 13.718.891,54; Murgolo Lucia: € 1.842.453,92; Cangelli Fabrizio: € 1.842.453,92; Marconi Carlo: € 973.371,88; Simone Michele: € 6.095.059,99; Pecorella Dora e Marasco Giuseppe (eredi di Marasco Francesco Paolo): € 12.747.215,31; Mancaniello Mario: € 18.926.928,91; Salvato Giuseppe: € 18.926.928,91.
Tutti i soggetti sono stati condannati in solido, cioè ciascuno potrà essere chiamato a pagare per intero l’importo nei limiti della propria quota di responsabilità.
Spese legali e CTU
Oltre al risarcimento, i convenuti sono stati condannati a rimborsare alla curatela le spese processuali, per un totale di € 57.698,00, di cui € 54.198,00 per compensi professionali e € 3.500,00 per spese esenti. Inoltre, sono state poste definitivamente a carico loro anche le spese per la consulenza tecnica d’ufficio.
È stato invece rigettato il ricorso nei confronti di Fortunato Stasi e Pasquale Santamaria, i quali otterranno dalla curatela il rimborso delle spese legali pari a € 22.457,00 ciascuno.
Le motivazioni
La sentenza sottolinea la grave omissione di controllo da parte del Comune di Foggia, ente socio unico di Amica S.p.A., e attribuisce agli amministratori e organi di vigilanza la responsabilità diretta nel dissesto. Le irregolarità riguardano la mancata adozione di misure correttive, l’accumulo di debiti verso fornitori ed Erario, il mantenimento in esercizio della società in condizioni di insolvenza, e la violazione della normativa societaria.
Una condanna che pesa come un macigno sulla storia recente dell’amministrazione foggiana e che potrebbe avere forti ripercussioni anche sul piano contabile e politico, riaprendo le ferite di uno dei fallimenti pubblici più gravi del Mezzogiorno. Il Comune potrà proporre appello, ma intanto si trova formalmente obbligato a risarcire un danno che sfiora i 30 milioni di euro.









