La questione del rendiconto 2024 continua ad agitare il clima istituzionale in Provincia di Foggia. Dopo la nota trasmessa dal segretario generale Luigi Di Natale, in cui si richiamavano i consiglieri provinciali alle proprie responsabilità e si sollecitava con urgenza la convocazione di una nuova seduta, è arrivata la risposta formale e durissima di sette consiglieri provinciali.
La replica, inviata il 9 giugno, porta le firme di Leonardo Cavalieri, Pasquale Ciruolo, Tonio De Maio, Giosuè Del Vecchio, Emilio Di Pumpo, Giuseppe Mangiacotti e Anna Rita Palmieri, e mira a “riportare la questione nel giusto perimetro istituzionale”, difendendo la legittimità del voto contrario espresso in aula lo scorso 17 aprile.
“Voto legittimo, non una inadempienza”
Nella lettera i consiglieri rivendicano il proprio diritto a esprimere voto contrario al rendiconto 2024, definendolo “un atto politico pienamente legittimo”, fondato su un’attenta valutazione degli atti e sulla sfiducia nei confronti dell’attuale presidente Giuseppe Nobiletti. “In un contesto politico maturo – scrivono – questo dovrebbe condurre alle sue dimissioni, non avendo più il sostegno della maggioranza consiliare”.
“Mai bocciati i debiti per lo sgombero neve”
Sul tema dei debiti fuori bilancio per i lavori di somma urgenza relativi allo sgombero neve nei mesi di dicembre e gennaio, i firmatari respingono l’accusa di aver bocciato le proposte: “Abbiamo chiesto un rinvio per ottenere chiarimenti dal dirigente competente”, si legge nel documento. Sottolineano inoltre la necessità di verificare la sussistenza dei presupposti di urgenza, dato che “le nevicate invernali non rientrano sempre nella categoria dell’imprevedibilità”.
“Nessuna intimidazione sarà accettata”
I consiglieri contestano con decisione il passaggio in cui Di Natale, nella sua nota del 4 giugno, paventava responsabilità personali e danni erariali in caso di mancata approvazione del rendiconto. “Quel riferimento alla Corte dei Conti assume, per tono e tempistica, il carattere di una intimidazione istituzionale – scrivono – inaccettabile in un contesto democratico”.
“Il segretario sia garante, non interprete politico”
Ulteriore critica riguarda la trasmissione alla magistratura contabile di considerazioni dal contenuto “potenzialmente politico”: per i consiglieri, il segretario generale deve essere garante di legalità e imparzialità, non interprete delle scelte dell’organo politico. Annunciano anche di riservarsi azioni nelle sedi opportune per valutare la legittimità dell’operato di Di Natale.
L’invito: “Si dimetta il presidente”
Infine, rigettano l’invito rivolto dal segretario alla convocazione del Consiglio, ricordando che tale prerogativa spetta al presidente della Provincia. Proprio a lui rivolgono un ultimo affondo: “Auspichiamo che nel prossimo ordine del giorno voglia inserire anche un atto di responsabilità istituzionale: le sue dimissioni”.
Il clima resta dunque teso, con una maggioranza consiliare ormai disallineata dal vertice dell’ente. Sullo sfondo, il rischio concreto di danni finanziari per l’Ente, già segnalati dal Tesoriere e dalla BDAP, che ha comunicato la sospensione dei trasferimenti statali a causa della mancata approvazione del rendiconto entro il termine di legge.










