“Nazista”, “sionista”, “cogl…ne”: sono solo alcuni degli insulti ricevuti dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano attraverso messaggi privati su Instagram, accompagnati da minacce gravi: “Faremo saltare in aria te e quella Regione di m…”. I due messaggi, inviati da un profilo anonimo, sono arrivati in due giorni consecutivi e hanno fatto scattare l’allarme sulla sicurezza del governatore. Lo riporta La Gazzetta del Mezzogiorno.
Emiliano ha sporto denuncia in questura a Bari, affiancato dal suo legale Gaetano Sassanelli, allegando gli screenshot dei messaggi. Il caso è ora al vaglio della Digos e della Polizia postale, che dovranno accertare la provenienza e la pericolosità effettiva delle minacce. Intanto, la questione verrà discussa nei prossimi giorni in Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, dove sarà valutata l’eventuale adozione di misure di protezione, come una tutela personale o il rafforzamento dei presidi presso le sedi regionali.
Le minacce sono scaturite in seguito alla decisione di Emiliano, annunciata lo scorso 30 maggio, di interrompere ogni forma di collaborazione tra la Regione Puglia – comprese agenzie e società partecipate – e i rappresentanti istituzionali israeliani, motivando la scelta con l’accusa di “genocidio di inermi palestinesi” nella Striscia di Gaza. Un atto che ha avuto eco internazionale, rilanciato anche da Al Jazeera, e che ha creato frizioni anche con il governo: il ministro Antonio Tajani ha replicato ricordando che “la politica estera non è competenza delle Regioni”.
Nei messaggi ricevuti, Emiliano viene accusato di voler “la distruzione dello Stato di Israele” e di essere “amico dei terroristi”. Il secondo messaggio, inviato con tono intimidatorio, recitava: “Allora non rispondi?”. Una comunicazione che, anche per il riferimento implicito agli uffici regionali, non è stata ritenuta trascurabile.
A Bari la tensione sul tema Israele-Palestina è già alta: Luigi De Santis, console onorario di Israele, è da tempo sotto scorta, e dal 2024 la prefettura ha disposto un presidio fisso davanti agli uffici consolari. La vicenda Emiliano, ora, rischia di aprire un altro fronte di attenzione in materia di sicurezza e convivenza civile, in un momento di forti polarizzazioni sul piano internazionale.
Emiliano ha precisato che la sua posizione è contro il governo Netanyahu, non contro il popolo israeliano, cui ha anche espresso solidarietà per gli attacchi di Hamas del 7 ottobre. Ma i toni violenti e le minacce ricevute dimostrano come la scelta del governatore pugliese abbia toccato nervi scoperti ben oltre i confini della regione.









