A pochi giorni dal ballottaggio di domenica 8 e lunedì 9 giugno, interviene con un messaggio netto Angela Fazi, candidata sindaca del Partito Democratico a Orta Nova, rimasta esclusa dal secondo turno ma forte di un risultato significativo al primo, con 1.540 voti pari al 17,8%. Una percentuale che, sottolinea lei stessa, “va nella direzione del cambiamento e della politica attiva”.
“Nessun inciucio, nessuno scambio”
Nel suo intervento pubblico sui social, Fazi prende posizione rispetto alle voci circolate in paese negli ultimi giorni, secondo cui la sua coalizione avrebbe ricevuto proposte di accordi “sottobanco” per sostenere uno dei due candidati in corsa – Domenico Di Vito (liste civiche) e Dino Tarantino (centrodestra). “La nostra città è diventata teatro di pettegolezzi e storie inventate”, scrive la civica col supporto del PD, smentendo ogni coinvolgimento in trattative informali e dichiarando di aver rifiutato qualsiasi proposta che non fosse “alla luce del sole”.
Secondo Fazi, l’unica strada percorribile per un eventuale coinvolgimento del Partito Democratico sarebbe stato un “apparentamento tecnico”, con un accordo formale e trasparente basato su programmi, ruoli e rappresentanze in consiglio comunale. Ma, denuncia, “tutto questo non è stato voluto”.
“Saremo minoranza, ma attenti e determinati”
A fronte di un’assenza di accordi ufficiali, Angela Fazi annuncia che la sua coalizione si collocherà all’opposizione. “Andremo in consiglio comunale per fare il bene di Orta Nova, ma saremo minoranza, senza alcun appoggio esterno. Vigileremo, saremo attenti, denunceremo se il caso”. Un messaggio rivolto tanto agli elettori quanto agli avversari: il PD sarà forza critica ma presente, coerente con la linea proposta in campagna elettorale.
L’appello per il referendum
Nel finale del suo intervento, l’ex candidata invita i cittadini a recarsi alle urne anche per il referendum abrogativo, in programma negli stessi giorni del ballottaggio. “Cinque schede, per cinque quesiti, per cinque SÌ”, scrive, chiudendo con un messaggio civico e politico che ribadisce la volontà di non lasciare il campo, neppure dopo la sconfitta.













