Ancora abusi, ancora cemento e violazioni ambientali a Baia Zaiana, nel territorio di Peschici, cuore del Parco Nazionale del Gargano. Il WWF Foggia è tornato con forza a denunciare quella che definisce “l’ennesima ferita inferta a una delle baie più belle e delicate del promontorio”, parlando apertamente di “progetto criminoso” in corso da oltre dieci anni.
“La situazione è inaccettabile – scrive l’associazione in un comunicato – e dimostra ancora una volta l’assenza di un controllo istituzionale credibile. L’unico fronte coerente è stato quello del Movimento 5 Stelle ed Europa Verde. Il resto della politica locale e regionale, insieme all’Ente Parco, resta in silenzio o si defila”.
Una storia lunga oltre un decennio
Il WWF ripercorre una lunga sequenza di episodi, risalenti addirittura al 2011, quando per la prima volta fu segnalato lo spianamento abusivo delle dune e l’installazione di gazebo e ombrelloni. Poi, nel 2012, l’apertura di una strada lungo il costone roccioso, fino al sequestro penale del 2013 che però non fermò i lavori. Al contrario, proprio quell’estate venne completata una scalinata in cemento armato, fu costruito un portale, installata l’illuminazione elettrica e realizzato un parcheggio sovrastante.
“Da allora – si legge – si è andati avanti mattone dopo mattone, con una sequenza impressionante di ingiunzioni ignorate, sentenze non rispettate e lavori ripresi ciclicamente. L’ultimo episodio è solo l’ennesima tappa di un disegno di trasformazione abusiva e speculativa”.
Un’area sotto vincoli, ma esposta all’illegalità
Baia Zaiana, ricordano dal WWF, è sottoposta a vincoli paesaggistici, idrogeologici, del Piano Assetto Idrogeologico (PAI), ricade all’interno del Parco Nazionale del Gargano ed è anche Zona Speciale di Conservazione dell’Unione Europea. Eppure, “nei fatti resta terreno fertile per speculazione e illegalità, in assenza di una seria vigilanza politica e istituzionale”.
Un plauso viene rivolto ai Carabinieri Forestali, “che con organici ridotti continuano a operare con professionalità e coraggio”, mentre il Comune di Peschici riceve un riconoscimento per i tentativi recenti di “invertire la rotta”. Ma non basta.
Le richieste: revoche, bonifica e tavoli di confronto
Il WWF formula richieste precise e non negoziabili: la revoca immediata delle concessioni demaniali e delle licenze commerciali rilasciate in assenza di requisiti o a soggetti colpevoli di violazioni; l’avvio di una bonifica ambientale e di una riqualificazione dell’intera baia, non solo di tratti limitati; il coinvolgimento della società civile e delle associazioni ambientaliste in tavoli tecnici permanenti; una presa di posizione netta da parte del sindaco di Peschici per segnare una discontinuità con il passato.
“Da luogo di abusi a presidio di legalità”
Il comunicato si chiude con un appello accorato: “La vergogna di Baia Zaiana non può più essere tollerata né ignorata. Chi ama il Gargano, lo difende e non lo calpesta. Il ripristino dello stato dei luoghi non è un’opzione, è un dovere sancito anche da sentenze passate”.
Il WWF mette a disposizione il proprio know-how tecnico e scientifico per costruire, insieme alle istituzioni e ai cittadini, una nuova stagione di legalità e tutela attiva del patrimonio naturalistico del Gargano.












