Il trasporto pubblico locale si prepara a un nuovo blocco. La FAISA CISAL di Foggia ha proclamato per venerdì 30 maggio 2025 una seconda azione di sciopero, questa volta della durata di 24 ore, che coinvolgerà il personale della Società A.T.A.F. S.p.A.. Lo stop segue una prima protesta, svoltasi il 14 aprile scorso, che non ha prodotto – secondo il sindacato – “alcun segnale conciliativo da parte dell’azienda”.
I motivi della protesta
Il comunicato diffuso dalla segreteria provinciale della FAISA CISAL spiega che la decisione è stata presa “a malincuore”, a causa della mancata apertura dell’azienda nel corso delle procedure di raffreddamento e conciliazione, iniziate lo scorso gennaio e concluse con esito negativo. I nodi sul tavolo sono gravi e strutturali:
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carenza cronica di personale viaggiante
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soppressione di corse automobilistiche
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aggravio del carico di lavoro per gli operatori di esercizio
Secondo il sindacato, l’azienda si sarebbe “arroccata sulle proprie decisioni”, ignorando le criticità denunciate da tempo e che ricadono, oltre che sui lavoratori, anche sugli utenti del servizio.
Le modalità dello sciopero
Lo sciopero sarà articolato in diverse fasce orarie, nel rispetto delle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali:
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Il personale viaggiante (autisti) si asterrà dal lavoro:
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dalle 00:00 alle 05:30
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dalle 08:30 alle 12:30
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dalle 15:30 a fine servizio
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Il personale di officina, impianti fissi, manutenzione e amministrativi incrocerà le braccia nelle ultime 4 ore del proprio turno di servizio.
“Non è contro i cittadini, ma per un servizio più dignitoso”
“La protesta – sottolinea la FAISA CISAL – non è rivolta contro i cittadini, ma è diretta a tutelare le condizioni di lavoro e migliorare la qualità del trasporto pubblico”. Il sindacato si scusa per i disagi che potrebbero verificarsi, ribadendo “la ferma volontà di garantire un servizio efficiente e dignitoso per la città”.
Contatti per ulteriori informazioni sono disponibili attraverso il segretario provinciale Vincenzo Delli Carri e il segretario aziendale Antonio Tuand, i quali confermano la volontà di continuare il dialogo con l’azienda, a patto che vi sia “una reale volontà di risolvere i problemi ormai strutturali del comparto”.









