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Home - Coldiretti in piazza per il vero Made in Italy: “Cibi stranieri otto volte più pericolosi, serve l’origine obbligatoria in etichetta”

Coldiretti in piazza per il vero Made in Italy: “Cibi stranieri otto volte più pericolosi, serve l’origine obbligatoria in etichetta”

Degustazioni, firme e mobilitazioni in tutta Italia: “Frutta e verdura estere con più residui chimici, i consumatori devono sapere cosa portano in tavola”

Di Redazione
24 Maggio 2025
in Agricoltura, Puglia
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I cibi e le bevande straniere sono otto volte più pericolosi di quelli Made in Italy con il numero di prodotti agroalimentari provenienti dall’estero con residui chimici irregolari che è stato pari al 5,6% rispetto ad appena lo 0,7% di quelli di provenienza nazionale. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti, su dati Efsa diffusa in occasione della Giornata per il vero Made in Italy promossa da Fondazione Campagna Amica nei mercati contadini lungo la Penisola, con il rilancio della raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che renda obbligatoria l’origine degli ingredienti su tutti gli alimenti in commercio nella Ue. Per l’occasione i cuochi contadini e gli agricoltori hanno organizzato degustazioni, show cooking e giochi per spiegare ad adulti e bambini la grande qualità dei prodotti 100% italiani e l’importanza di seguire i principi della Dieta Mediterranea.

Nel 2024 sono scoppiati 165 allarmi alimentari su frutta e verdura straniere, in aumento del 30% rispetto all’anno precedente, sulla base dei dati Rasff, per cui occorre far valere il principio di reciprocità negli scambi commerciali, sia a livello comunitario che extra Ue, per tutelare la salute dei consumatori e l’attività degli agricoltori italiani dalla concorrenza sleale. Coldiretti Puglia lancia l’allarme sui rischi per la salute, quando in Puglia gli agricoltori sono alle prese con il balzo dei costi di produzione e la grave siccità a cui non corrispondono adeguati prezzi di vendita, a fronte dell’invasione di prodotti esteri di dubbia origine e qualità, con l’inflazione alimentare che rallenta i consumi e le famiglie sono costrette a tagliare gli acquisti.

Nei vari passaggi dal campo alla tavola si annidano speculazioni che vanno stanate anche dai Vigili dell’Annona, per cui serve una vigilanza serrata sull’origine dei prodotti ortofrutticoli sui banchi che arrivano dai Paesi Nord Africani, come Egitto, Tunisia e Marocco. Una situazione intollerabile dinanzi alla quale occorre affermare – rileva Coldiretti Puglia – il principio di reciprocità delle regole, vietando l’ingresso in Europa ai prodotti coltivati con sostanze vietate ma anche ottenuti dallo sfruttamento dei lavoratori. E serve anche garantire una etichettatura trasparente su tutti gli alimenti in commercio.

Un patrimonio del Paese che va difeso rispetto ai rischi connessi all’attuale norma dell’ultima trasformazione prevista dal codice doganale dei cibi che permette ai prodotti esteri di diventare 100% italiani con lavorazioni anche minime, dalle cosce di maiale olandesi che diventano prosciutti tricolori ai semilavorati cinesi usati nei trasformati di frutta e ortaggi. Questo scandalo è peraltro favorito dalla scarsità di controlli a livello comunitario. Meno del 10% dei prodotti agroalimentari in arrivo in Europa dai Paesi extra Ue si stima, infatti, sia sottoposto a verifiche fisiche, ovvero tese a testarne la salubrità, e non solo la documentazione allegata, con porti “colabrodo” come quello di Rotterdam dove c’è una totale inadeguatezza dei controlli e passa di tutto.

Da qui l’iniziativa di Coldiretti ha portato oltre diecimila agricoltori alle frontiere, dal Brennero ai porti di Civitavecchia, Salerno e Bari, per chiedere un cambio di passo, con una raccolta di firme per una legge popolare che garantisca l’introduzione dell’obbligo dell’indicazione del Paese d’origine in etichetta su tutti i prodotti alimentari in commercio nell’Unione Europea. E’ possibile sottoscrivere la proposta di legge in tutti i mercati contadini di Campagna Amica, negli agriturismi e in tutte le sedi territoriali ma anche sul web.

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Tags: Coldiretti
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