Come anticipato giorni fa, è il professore avvocato Vincenzo Vito Chionna l’amministratore giudiziario indicato dalla Magistratura per bonificare e rilanciare le sorti del Calcio Foggia 1920.
Il Tribunale Di Bari – Sezione III in funzione di Tribunale Della Prevenzione, presidente Giulia Romanazzi, ha disposto il commissariamento “per la durata di mesi dodici”. Si tratta di una misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria dei beni utilizzabili, direttamente o indirettamente, per lo svolgimento delle attività economiche ed imprenditoriali esercitate dal club rossonero di via Gioberti.
La giudice ha inoltre ordinato al legale rappresentante della società di astenersi dal compiere qualunque atto di amministrazione sui beni oggetto del provvedimento avviando una immediata interlocuzione con il nominato amministratore giudiziario. Il provvedimento è a stretta tutela del club al fine di allontanare lo spettro della criminalità organizzata nel calcio professionistico locale, oggi alle prese con un difficile percorso di risalita.
Un controllo profondo, sistematico, meticoloso. È quanto ha disposto la Sezione III del Tribunale di Bari nei confronti del neo amministratore giudiziario della società sportiva Calcio Foggia 1920, a seguito del provvedimento di commissariamento legato all’inchiesta per minacce mafiose ai danni del presidente Nicola Canonico. Le direttive impartite dai giudici delineano un intervento penetrante all’interno del club rossonero, mirato a verificare, correggere e prevenire ogni rischio di infiltrazione o condizionamento criminale.
Il nuovo amministratore dovrà entrare in azienda e vigilare su ogni attività
L’amministratore giudiziario, secondo quanto stabilito dal tribunale, dovrà immettersi nel possesso dell’azienda e affiancare l’attuale governance, con la possibilità di proporne la sostituzione al termine di una prima fase di osservazione e valutazione. La presenza all’interno della società dovrà essere costante, con accessi ripetuti per incontri, riunioni e attività di confronto, da documentare in report e verbali.
Il compito include anche la verifica del modello organizzativo aziendale, della gestione dei rapporti con gli organi di controllo e di vigilanza, e l’analisi puntuale delle procedure legate a appalti, subappalti, rapporti con clienti, fornitori e personale, con possibilità di rilasciare nulla osta per la risoluzione o stipula di nuovi contratti, secondo quanto previsto dalla normativa antimafia.
Occhi puntati su bilanci, sicurezza, fornitori e normative
Il tribunale ha stabilito che dovranno essere esaminati con particolare attenzione i dati di bilancio, anche con il supporto della polizia tributaria e di consulenti esterni. Dovrà essere inoltre monitorata l’osservanza delle normative su appalti, sicurezza sul lavoro e protezione dei dati personali, e segnalate eventuali criticità.
Il nuovo amministratore giudiziario avrà facoltà di accedere con la polizia giudiziaria a tutte le sedi aziendali, a studi professionali, enti pubblici, banche e società collegate, al fine di acquisire ogni documentazione utile alle indagini preventive.
Atteso un giudizio sull’atteggiamento collaborativo dell’azienda
Entro sessanta giorni, prorogabili, l’amministratore giudiziario dovrà redigere una relazione dettagliata sulle attività svolte, da presentare al Giudice Delegato e al Pubblico Ministero. Inoltre, alla scadenza della procedura, dovrà esprimere una valutazione sull’atteggiamento dell’azienda dopo l’adozione del provvedimento, e in particolare sul livello di collaborazione offerto dalla governance e dal personale per consentire l’individuazione e la bonifica di eventuali infiltrazioni.
Il messaggio del tribunale è chiaro: la fiducia verso l’attuale assetto societario è sospesa e subordinata alla piena trasparenza e cooperazione nel percorso di risanamento. La misura, al momento, non è ablativa, ma il suo esito potrebbe determinare sviluppi incisivi. La palla ora passa al nuovo amministratore giudiziario, chiamato a un lavoro delicato e cruciale per il futuro del Foggia.









