Il verde di Parco San Felice si è trasformato, per un giorno, nel cuore pulsante della cultura urbana foggiana. È accaduto ieri, Primo Maggio, quando centinaia di giovani – e con loro intere famiglie – hanno affollato il polmone verde della città per un evento che ha messo insieme musica, partecipazione, rivendicazioni sociali e un’idea inclusiva e trasversale di cultura.
Promosso dal Comune di Foggia e da Puglia Culture, con la partecipazione di Cgil, Cisl e Uil, il concertone ha dato forma a una giornata intensa, vissuta soprattutto da ragazze e ragazzi che, per ore, hanno atteso l’arrivo dei loro beniamini della scena rap, trap e hip hop.
Una festa generazionale a ritmo di barre
La line up ha visto alternarsi sul palco alcuni dei nomi più apprezzati del momento: da Madman a Boro, tra i più acclamati e attesi, fino a Marte, Gora, Daviducc, Gabrix, Pocho, Nenot, Michele Romano DJ, Postumi, Gedem, Rolfi, Cobra Ash e Amon. I giovani fan hanno cantato a squarciagola, creando un’atmosfera coinvolgente, segno tangibile della voglia di esserci, di partecipare, di essere parte viva della città.
“Una giornata straordinaria, di grande impatto per ognuna e ognuno di noi. Vedere tante persone così coinvolte e felici, avere regalato loro attimi e incontri che ricorderanno a lungo, nella loro e nostra città, è il successo più bello”, ha dichiarato l’assessora alla Cultura Alice Amatore, soddisfatta per una manifestazione che ha saputo coniugare intrattenimento e messaggio sociale.
Musica, lavoro e diritti: un Primo Maggio con nuovi significati
Accanto alla musica, il richiamo alle origini della festa del Primo Maggio non è mancato. “Il 1 Maggio nasce e resta la celebrazione del lavoro, del lavoro dignitoso, per tutti, sicuro, contro ogni sfruttamento e discriminazione – ha sottolineato la sindaca Maria Aida Episcopo – Ma a Foggia si è arricchito di un ulteriore significato: la possibilità per tutti e tutte di essere non semplici spettatori ma protagonisti, parte di un tutto nel quale nessuno resta escluso. Di vivere una condivisione partecipata e reale, diretta e non filtrata da uno smartphone”.
Un messaggio chiaro, che pone il valore della comunità al centro dell’iniziativa, e che indica una direzione ben precisa: quella di una città capace di dare spazio ai giovani, alla loro creatività, alla loro voglia di esprimersi. Un Primo Maggio che diventa, così, un manifesto di inclusione e partecipazione attiva.


















