Una settimana definita “della passione”, ma non solo per il significato religioso: a Foggia e in Capitanata, gli ultimi giorni sono stati contrassegnati da un profondo smarrimento politico e istituzionale, culminato nel crollo delle maggioranze tanto al Comune quanto alla Provincia. A lanciare un appello all’intero panorama politico è il movimento Noi Moderati, attraverso una riflessione congiunta firmata dal segretario provinciale Francesco Borgese e dal coordinatore cittadino Francesco “Ciccio” Russo.
Maggioranze in crisi: Foggia e la Provincia paralizzate
Due gli episodi su cui i moderati pongono l’accento: il fallimento della maggioranza Episcopo a Palazzo di Città durante la trattazione del primo vero atto politico – l’annosa questione dell’housing sociale – e il voto mancato sul rendiconto di gestione della Provincia di Foggia, arenatosi per le tensioni tra il presidente Giuseppe Nobiletti e i partiti che lo sostengono.
Due situazioni distinte, ma accomunate da un vuoto di coesione e visione politica. “È facile ora sparare sulla Croce Rossa – scrivono Borgese e Russo – ma questa settimana ci impone di guardare oltre gli schieramenti. Serve coscienza e responsabilità, non giochi di palazzo. O si lavora seriamente per le comunità o si lascia il posto”.
Il rischio del distacco tra cittadini e politica
La riflessione del movimento tocca anche il rapporto sempre più logoro tra cittadini e istituzioni. “Poi non lamentiamoci dell’astensionismo, degli insulti sui social o della sfiducia generalizzata – aggiungono –. È la politica a dover fare il primo passo verso i cittadini e non il contrario. Se la politica non dimostra di essere utile, allora tanto vale farne a meno”.
Un j’accuse trasversale che punta il dito contro l’inadeguatezza di certe scelte, ma soprattutto contro l’assenza di progettualità reale, spesso camuffata da accordi di facciata.
“I campi larghi? Solo con visioni comuni”
Guardando ai prossimi appuntamenti elettorali, a cominciare dal rinnovo del Consiglio Regionale della Puglia e di numerosi consigli comunali in Capitanata, Noi Moderati avverte: “I campi larghi non servono a nulla se non c’è una visione politica condivisa. Vincere non basta, servono persone competenti e programmi seri. Basta candidati improvvisati e alleanze senz’anima”.
Un richiamo all’etica della politica
Il documento si chiude con un richiamo forte alla “nobile arte della politica”, da recuperare con urgenza per il bene delle comunità locali: “Abbiamo bisogno di ritrovare la politica come servizio e non come spartizione. Solo così potremo fermare il declino e offrire una speranza concreta alla nostra terra, oggi paralizzata da logiche che nulla hanno a che fare con l’interesse pubblico”.
In una Capitanata ferita da troppe rinunce e false partenze, la settimana della passione politica rischia di lasciare strascichi profondi. Ma può anche segnare, come auspicano i moderati, l’inizio di una riflessione collettiva sulla necessità di cambiare passo, prima che sia troppo tardi.










