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Home - Allarme vongola cinese nel lago di Occhito: una specie aliena minaccia la biodiversità

Allarme vongola cinese nel lago di Occhito: una specie aliena minaccia la biodiversità

Scoperta dal CNR su segnalazione dell’assessora Cafano, la Sinanodonta woodiana invade il bacino lacustre con rischi per l’ecosistema locale

Di Saverio Serlenga
24 Gennaio 2025
in Ambiente, Immediato TV, Lucera e Monti Dauni
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Dal granchio blu alla vongola cinese. Un’altra specie aliena fa tappa nel territorio della provincia di Foggia. Se il granchio blu ha rappresentatoi e rappresenta tutt’oggi un problema da gestire per i pescatori delle lagune di Lesina e Varano, la vongola cinese ( Sinanodonta Woodiana) è stata reperita nel lago di Occhito dove questa mattina una equipe del CNR ISPA di Foggia, guidata dalla ricercatrice Lucrezia Cilenti, ha effettuato un primo sopralluogo sulla sponda sud del lago in agro di Carlantino. La vongola cinese o vongola di fiume è una specie aliena proveniente dall’est asiatico, e qualche anno fa fu segnalata dalla stessa Cilenti anche nel vicino bacino idrico del Liscione in Molise. La segnalazione ai ricercatori del CNR IPSA di Foggia è arrivata dall’assessora Daniela Cafano del Comune di Carlantino che ha chiesto di avviare un Piano di monitoraggio per censire e avviare eventualmente un piano di studi mirati all’eradicazione e/o contrastare al proliferarsi della specie.

Alla dottoressa Cilenti abbiamo chiesto che cosa comporta per l’ambiente lacustre di Occhito la presenza di questa specie aliena. “Un bivalve alloctono che desta preoccupazione è la Sinanodonta woodiana, poiché oltre ad essere il più grande bivalve d’acqua dolce (con la valva che può superare i 30 cm) è anche la più veloce a colonizzare gli ambienti acquatici a discapito delle specie autoctone ivi esistenti.
Proveniente dall’Asia orientale, questa cozza gigante ha invaso circa quattordici, e forse più, stati europei (la prima segnalazione risale al 1984) ed in Italia ha fatto la sua comparsa per la prima volta nei bacini idrografici negli anni 1989-90.
Questa specie invasiva può essere arrivata anche da noi con l’introduzione e l’immissione di pesci (in particolare i Cyprinidi) a scopo di allevamento e/o ripopolamento. Le larve di queste cozze parassitano infatti le pinne o le branchie, attaccandosi con una sorta di uncino; successivamente abbandonano il pesce lasciandosi cadere sul fondo melmoso dove maturano ed iniziano a condurre vita libera. Con questo espediente la Sinanodonta woodiana riesce ad espandere il suo areale di distribuzione.

La presenza di Sinanodonta woodiana nel lago di Occhito ha potenziali benefici, come il miglioramento della qualità dell’acqua per la sua capacità di filtrare grandi volumi di acqua e la sua funzione di bioindicatore, rilevando variazioni nella qualità dell’acqua, come l’accumulo di metalli pesanti, nutrienti in eccesso o la presenza di cianobatteri.

I rischi, sono principalmente legati alla perdita di biodiversità e alla capacità di bioaccumulo di inquinanti oltre che al rischio di alterazione dell’ecosistema locale. È quindi fondamentale bilanciare questi vantaggi e svantaggi attraverso una gestione oculata, che preveda un monitoraggio continuo per garantire che i benefici superino le minacce potenziali”.

A segnalare la presenza di vongole cinesi nel lago di Occhito è stata l’assessora Daniela Cafano. “Grazie ad alcuni escursionisti di Archeotrekking di Carlantino siamo venuti a conoscenza della vongola di lago. Abbiamo subito interessato il CNR e con la ricercatrice Lucrezia Cilenti si provvederà ad un monitoraggio dei fondali del lago. Sarebbe la prima volta in assoluto”.

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Tags: Occhitovongole cinesi
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