Il futuro delle aree interne al centro di un dibattito che si è tenuto a Faeto e organizzato dal Coordinamento nazionale Piccoli Comuni. Ad introdurre i lavori sono stati il sindaco Michele Pavia e il presidente di Area Interna Monti Dauni e sindaco di Castelluccio Valmaggiore Lino Marchese. “Creiamo le condizioni per no far partire i nostri ragazzi, ma pensiamo anche ai pensionati. Dall’Italia ogni anno partono migliaia di over 65 alla volta di Portogallo o Tunisia dove le tasse sono ai minimi termini. Pensiamo alla stessa cosa nei nostri piccoli comuni, vedrete che tanta gente opterebbe per vivere da noi”.
Ad approfondire i temi dell’incontro ci ha pensato il coordinatore nazionale di Piccoli comuni, Virgilio Caivano. “Nel 2000 da Celle di San Vito lanciammo la sfida per ottenere una legge sui piccoli comuni, oggi da Faeto lanciamo la proposta di Legislazione Differenziata per i piccoli comuni dell’Appennino e delle Alpi, un progetto ambizioso e necessario che mira a ridare centralità e dignità a territori troppo spesso dimenticati. Non possiamo avere le stesse regole delle grandi città. Abbiamo bisogno di una sorta di cassa per il Mezzogiorno, la cassa per l’Appennino. La legge sui piccoli comuni è stata approvata dopo 25 anni di battaglie ma non c’è la copertura finanziaria. Ancora una volta a tradire le aree interne e i nostri piccoli paesi è la politica italiana”.
Ad animare il forum anche Gianfilippo Mignogna già sindaco di Biccari e autore di due interessanti libri dedicati alle aree interne. “Ci sono comuni che rischiano di scomparire, urgono nuovi modelli, terapie d’urto. Una volta tanto concentriamoci sulle cose che abbiamo sui Monti Dauni e non solo sui servizi che mancano. Quello che si fa a Faeto, per esempio, è strategico per Foggia e le altre grandi città della provincia. Chi presidia la montagna, aiuta la vita della città. Lo stato deve indennizzare questa gente che consente di far vivere meglio il Paese. L’Italia deve capire l’importanza del piccolo comune e della gente che ci vive. Non ci si può ricordare di noi solo dopo un terremoto, un’alluvione o un incendio. Purtroppo l’agonia dei piccoli comuni non fa notizia. Occupiamoci degli abitanti dei Monti Dauni, non dei residenti ma di quelli che ogni giorno accendono le luci, soprattutto d’inverno. Gli abitanti dei nostri paesi hanno bisogno di servizi essenziali. E poi i giovani. Il 67% dei ragazzi delle aree interne vorrebbe restare. La politica nazionale non può sottovalutare questi numeri. È un desiderio dei giovani sacrosanto che va soddisfatto”.
Mignogna ricorda anche l’importanza di ospitare nei piccoli comuni. “È importante fare arrivare nuove cittadinanze. I nostri paesi sono il luogo dell’ospitalità pacifica. Vanno riempiti gli immobili vuoti da gente che vuole vivere e lavorare in smart working in luoghi tranquilli. A Biccari, per esempio, gli argentini lavorano così con le grandi città”.












