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Home - “Nel Foggiano quattro organizzazioni mafiose collegate tra loro”. L’ultima relazione della Dia

“Nel Foggiano quattro organizzazioni mafiose collegate tra loro”. L’ultima relazione della Dia

La mappa dei clan nel report degli investigatori, periodo analizzato il secondo semestre 2023. Fioccano le interdittive alle imprese

Di Redazione
3 Dicembre 2024
in Foggia, Inchieste
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È stata pubblicata in queste ore la nuova relazione antimafia della Dia. Immancabile un lungo capitolo sui clan della provincia di Foggia. Periodo analizzato il secondo semestre del 2023. “La quarta mafia foggiana – si legge – è composta da una pluralità di identità mafiose distinte, ovvero la società foggiana, la mafia garganica, la mafia dell’Alto Tavoliere e la malavita cerignolana. La dislocazione di tali consorterie sull’intero territorio provinciale ricalca, sostanzialmente, la suddivisione della provincia in 4 quadranti geografici in cui lo stesso territorio è convenzionalmente suddiviso: Foggia, Macro-area del Gargano, Alto Tavoliere e Basso Tavoliere”.

Stando alla Direzione investigativa antimafia “le risultanze investigative hanno confermato che, sotto il profilo delle relazioni criminali, le quattro principali organizzazioni mafiose foggiane risultano essere tra loro collegate, secondo logiche di condivisione di strategie, di interessi, di campi d’azione e di reciproco supporto. Non sono mancati, tuttavia, episodi di conflittualità sfociati in azioni violente, omicidi e fatti di sangue. Nel semestre in esame, sulla scorta delle attività d’informazione svolte dalle forze dell’ordine ed in particolare dalla Dia sono stati emessi 17 provvedimenti interdittivi antimafia da parte della Prefettura di Foggia”.

Focalizzandosi su Foggia città, la Dia ha ricordato gli episodi più rilevanti. Ad iniziare dalla condanna all’ergastolo in primo grado per Giuseppe Albanese, “un esponente di rango della batteria Moretti-Pellegrino-Lanza, per l’omicidio di un pregiudicato (Rocco Dedda, ndr) avvenuto a Foggia nel gennaio del 2016″.

C’è poi l’ordine di carcerazione eseguito nell’ambito del processo “Decima Azione”: ben 17 persone condannate per associazione mafiosa, tentato omicidio, estorsione, rapina e armi.
Di notevole impatto l’operazione “Game Over” del 24 luglio 2023: 82 arresti per mafia e droga a cui sono già seguite diverse condanne nell’anno in corso.
A settembre altre condanne nel processo “Araneo” contro alcuni membri dei Moretti-Pellegrino-Lanza.
A ottobre nuovo colpo ai traffici di stupefacenti dopo la scoperta di un’intensa attività di spaccio di cocaina con base logistica nel quartiere “Candelaro”. Gli investigatori documentarono anche un traffico di armi con sequestri di pistole, fucili e munizionamento, con il contributo di un soggetto in grado di trasformare armi originariamente a salve, rendendole funzionanti come armi da fuoco.

Tra gli episodi più rilevanti, le 12 condanne nel processo “Decimabis” a persone della società foggiana ritenute colpevoli, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione e detenzione di armi. Per gli imputati oltre 130 anni di galera in totale.

A dicembre, invece, la Dia ricorda che “l’unico storico elemento di vertice della batteria Trisciuoglio-Prencipe-Tolonese rimasto in vita (Raffaele Tolonese, ndr), è stato sottoposto – si legge nel report – alla misura della sorveglianza speciale di Ps con obbligo di soggiorno”.

Infine, il 15 dicembre 2023 – ricorda sempre la Dia – il prefetto di Foggia “ha emesso una interdittiva antimafia nei confronti di una società per azioni operante nel settore delle lavanderie industriali”, si tratta della Lavit Spa di Michele D’Alba, imprenditore foggiano tuttora a processo con l’accusa di favoreggiamento mafioso.

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Tags: Diamafia
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