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Home - Caliendo, l’avvocata del Foro di Foggia e la bomba al finanziere. Le carte dell’inchiesta sull’agguato a Bacoli

Caliendo, l’avvocata del Foro di Foggia e la bomba al finanziere. Le carte dell’inchiesta sull’agguato a Bacoli

L'imprenditore del vino, già accusato dell'omicidio della moglie, avrebbe preso parte all'attentato ad un militare confezionando l'ordigno

Di Francesco Pesante
18 Ottobre 2024
in Inchieste, San Severo e Alto Tavoliere
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Fari degli inquirenti su Ciro Caliendo, 46enne di San Severo, accusato di aver ucciso la moglie Lucia Salcone, 47 anni, inscenando un incidente stradale. In attesa degli esiti sul cadavere della donna e sull’auto incendiata, il gip di Napoli ha disposto l’arresto ai domiciliari dell’imprenditore del vino per un’altra vicenda, quella della bomba all’auto del finanziere G.A. esplosa il 21 marzo 2023 a Bacoli in provincia di Napoli. Il militare rimase miracolosamente illeso uscendo in extremis dal veicolo.

Secondo l’accusa fu Viviana Pagliarone, 39 anni, avvocata presso il Foro di Foggia, la mandante dell’agguato. Per lei è stato disposto il carcere. La donna avrebbe agito per liberarsi del marito ed ottenere l’affidamento del figlio per cui c’erano già state denunce da entrambe le parti. Presunto esecutore materiale, catturato circa un anno fa, il sanseverese Franco Di Pierno che avrebbe chiesto a Caliendo di confezionare l’ordigno esplosivo. Di Pierno avrebbe ottenuto appoggio logistico dal genero Giovanni Di Stefano, 31 anni (ai domiciliari).

Pagliarone e Caliendo

A mettere in contatto Pagliarone con Caliendo, con il quale ci sarebbe stata una frequentazione non solo lavorativa, fu proprio la conoscenza tra l’imprenditore vitivinicolo e l’ex cognato Di Pierno, quest’ultimo, infatti, fu sposato con la sorella di Lucia Salcone.

A parere del giudice che firma l’ordinanza “appare palese la partecipazione di ‘zio Ciro’ (ovvero Caliendo, ndr) al confezionamento dell’ordigno. Nessuna spiegazione alternativa credibile è stata fornita in ordine all’invio degli screenshot degli elementi chimici, tra i quali l’alluminio, che servivano ad assemblare l’ordigno – si legge ancora -, così come chiari ed inequivocabili appaiono, per il loro contesto temporale, i riferimenti nelle comunicazioni alla durata della batteria ed al denaro da restituire in caso di mancato successo della operazione”.

Questo un messaggio di testo di Caliendo a Di Pierno: “Il liquido che mi hai lasciato, sta là. Se qualcosa è andato storto che devi restituirlo me lo dici. Non ci sono problemi, l’importante è non crearti nemici”. Secondo il gip si tratta di una “affermazione che collegata ai precedenti elementi (ovvero l’invio degli screenshot relativi agli elementi chimici e gli appuntamenti per parlarne da vicino) nonché alla preoccupazione sulla durata della batteria dell’aggeggio, depone chiaramente per il coinvolgimento di Caliendo nel disegno criminoso”.

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Tags: caliendo
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