“Sono ormai sei anni che il Rapporto sul ‘ben-vivere e la generatività’ presenta classifiche che puntano il dito su Foggia, relegandola ancora una volta nelle ultime posizioni. Ma siamo sicuri che queste valutazioni siano basate su una conoscenza reale del territorio? Le province che svettano in cima alla classifica – Pordenone, Siena, Milano – raccontano una storia che non può essere semplicemente traslata in contesti diversi. Parliamo di aree con infrastrutture solide, investimenti pubblici consistenti e uno storico di politiche territoriali che hanno permesso loro di prosperare. Ma cosa succede quando le stesse metriche vengono applicate a un territorio che ha subito decenni di disinteresse nazionale e di mancanza di investimenti?”. Ad affermarlo è Alessandro G.D. Stelluto, dirigente movimento politico “Cambia” dopo la recente graduatoria pubblicata dal giornale l’Avvenire che relega Foggia agli ultimi posti nel report sul “Ben-vivere”. Ai piedi della classifica si collocano Crotone e Reggio Calabria (ultima e penultima); Taranto è terzultima. Nella flop 10 anche Caltanissetta (+1), Foggia (+3), Catania (-3) e Napoli (+3). In testa, invece, Pordenone.
Ma Stelluto non ci sta: “L’articolo menziona esperti del calibro di Sergio Gatti e Salvatore Capasso, i quali giustamente sottolineano l’importanza dell’inclusione finanziaria e sociale. Ma, per quanto si possa parlare di finanza e transizioni ecologiche, queste non si realizzano senza considerare le specificità locali. A Foggia, c’è una resilienza unica, una ricchezza che sfugge ai numeri: cultura, agricoltura e tradizioni che continuano a prosperare nonostante le difficoltà. Alcuni territori del Sud, come Foggia, soffrono del pregiudizio e della superficialità con cui vengono interpretate le loro realtà. Numeri e statistiche non raccontano delle persone che qui, ogni giorno, costruiscono una strada diversa. C’è un’Italia che, anche se non è nei piani alti delle classifiche, non si rassegna a essere ridotta a un semplice numero in fondo a una lista. Quindi, piuttosto che accettare passivamente la posizione che ci viene assegnata, Foggia deve essere orgogliosa di quanto sta costruendo. La strada verso il miglioramento non è quella segnata dalle classifiche, ma quella tracciata dalle persone che lavorano per cambiare le cose. Le classifiche possono dire molto, ma non tutto. E la storia di Foggia – conclude Stelluto – merita di essere riscritta ogni giorno, con occhi che sappiano guardare oltre i dati”.










