Potrebbe essere il Pug il vero tallone di Achille della sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo se neppure lei riuscirà ad approvare il documento tanto agognato, sulla carta, dalla città e dal mondo edile e delle professioni da almeno 20 anni.
Nel corso di un tradizionale convegno dell’Ance Foggia, presieduto dall’imprenditore Ivano Chierici, dal titolo “Facciamo la città”, che ha avuto per ospite anche l’ormai storico consulente dell’Ente, l’architetto romano Francesco Karrer, il super assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici Giuseppe Galasso ha fornito alcune traiettorie su cui sta lavorando l’amministrazione.
È in atto un braccio di ferro interlocutorio sui 30mila metri quadrati di aree ferroviarie, che Sistemi Urbani, l’agenzia immobiliare delle Ferrovie, vuole valorizzare, secondo i bene informati, con l’urbanizzazione del secondo fronte stazione, la rimozione della cesura tra la città e il Rione Martucci, un allungamento del sottopasso e un mega parcheggio coperto per incrementare l’intermodalità su cui installare pannelli fotovoltaici per alimentare l’elettrificazione di binari e treni. Nel mezzo Sistemi Urbani parrebbe aver quasi alienato il palazzo di Piazza Vittorio Veneto, il Teatro Ariston, che potrebbe essere acquistato da un importante gruppo che lavora nella formazione. Il modello è Verona o Palermo, dove da poco sono state realizzate opere simili.
Ebbene a tutto questo però l’amministrazione comunale, come già accadde per la seconda stazione per l’Alta Velocità, sembrerebbe aver detto no. “Stiamo dialogando, un campo fotovoltaico in pieno centro benché si possa pensare di trasformarlo in parcheggio non è sostenibile”, ha ammesso Galasso.
I toni sono stati parecchio polemici su diverse tematiche. In particolare l’eterno Housing sociale e l’abusivismo edilizio. “Qui non parliamo di aumenti di volumi ma di interventi abusivi che hanno la consistenza di 3 Comuni”, ha detto l’architetto Virginio Stanziale sulla bidonville a cielo aperto di Via de Petra, i cui suoli sono per l’80 per cento comunali.
“È in atto una lottizzazione abusiva, nessuno ha avviato iniziative per contrastare questa lottizzazione, le riflessioni fatte fanno pensare che il Pug sia uno strumento vecchio, morto”, ha aggiunto il progettista, che insieme a tanti perora la causa del Comparto 28, solo in parte edificato.
L’architetto ha denunciato con forza le zone B riconvertite, le zone F e D trasformate in zone residenziali senza piano urbanistico generale. “È una città che non ha più un disegno e una logica. Siamo nel caos più assoluto”, ha concluso.

Ma sul Pug Galasso è stato fin troppo concreto. “Se noi spostiamo lo sviluppo della città sul Pug non facciamo mai nulla. Ci sono altri strumenti urbanistici che possono regolare l’esistente”, è stato il commento finale dell’ingegnere Anas. “Questo significa fare una variante al Piano Benevolo. È una decisione politica molto chiara e importante”, è stata la reazione piccata di Karrer.
Dovrà essere presto il Consiglio comunale, ha annunciato Galasso, ad esprimersi sull’Housing sociale, su cui pendono tre pronunciamenti, così come sull’ampliamento della Zona Asi, in cui si sono esauriti i lotti di maggiore dimensione che possono attrarre investitori più grossi.
“Il coraggio non è dei tecnici o dell’avvocatura ma è del Consiglio comunale che non è fatto da 32 marziani ma da 32 eletti che dialogano con la città. Abbiamo già scritto chiedendo alla Regione di esprimersi sull’Housing sociale. Ci sono 27 attori, quello strumento ha una età avanzata, proviene dal 2008. 15 anni sono un’eternità nel mondo delle costruzioni, gli immobili si vendevano a molto di più e il costo di costruzione oggi è molto diverso. È vero, c’è ancora la necessità di case popolari, quel piano prevedeva 800 alloggi. Ma è cambiato il modo di fare urbanistica, oggi c’è un ripensamento dello spazio pubblico e degli immobili presenti. Una urbanistica delle case oggi non è più remunerativa nella forma fatta nell’espansione della città. Possiamo produrre riqualificazione e utile sviluppando una urbanistica della rigenerazione urbana”.
Sulla urbanistica contrattata è intervenuto anche l’ex assessore Augusto Marasco, che credeva ed era stato nominato per generare il Pug.
“Il piano di rischio del Gino Lisa incideva sul modello di Housing Sociale, ma quella amministrazione di cui facevo parte decise che la cosa più importante era l’aeroporto”.










