Dopo ben 10 anni dai fatti, si è svolta nella sezione penale del Tribunale di Foggia la prima udienza del processo a carico di Giuseppe Francavilla, Valentino Aprile, Alessandro Aprile e Vincenzo Aprile, accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni dell’imprenditore Alessandro Zito, socio unico della srl AZ Ceramiche.
Francavilla, oggi tra i pentiti illustri della Società foggiana, avrebbe costretto la vittima a consegnare materiale edile del valore di 12mila euro a fronte del versamento del solo acconto di mille euro non riuscendo nell’intento per cause indipendenti dalla propria volontà e per il rifiuto di Zito che successivamente denunciò l’accaduto.
Alessandro Zito, rappresentato dall’avvocato Fabio Verile, era accompagnato da tutte le associazioni antimafia del territorio, costituitesi parte civile nel processo. Con lui l’avvocato Giuseppe Chiappinelli presidente della Fondazione Antiusura Buon Samaritano, Federica Bianchi del presidio di Libera, Vittoria Vescera e Michele Mascia dell’antiracket di Vieste, Lazzaro D’Auria della associazione antiracket Fratelli Luciani e il presidente nazionale dell’antiracket Luigi Ferrucci.
Giuseppe Francavilla era collegato via video, mentre Valentino Aprile ha avanzato un legittimo impedimento. L’udienza è stata rinviata con sospensione del decorso della prescrizione al prossimo 3 ottobre 2024 alle 12.
“È la prima volta che dovevo essere ascoltato dopo 10 anni – ha detto Zito a l’Immediato -. Abbiamo avuto pazienza e continuiamo ad avere pazienza, sempre fiduciosi del lavoro che svolge la procura e tutte le forze di polizia che mi assistono. Un ringraziamento va a tutte le persone che sono venute, alle associazioni importanti. Luigi Ferrucci è venuto da Napoli, Federica Bianchi, Pino Chiappinelli, Lazzaro D’Auria. Ci sono anche dei carabinieri che sono diventati amici e che hanno considerato importante non lasciarmi solo. La cosa più importante è stare insieme. Siamo un gruppo coeso e rimaniamo uniti e cerchiamo di essere presenti quando ci costituiamo parte civile in un processo”.










