Timbro della Cassazione sulle armi dell’ex giudice Giuseppe De Benedictis. Dopo il vaglio della Suprema Corte, è divenuta definitiva la condanna a 9 anni, 3 mesi e 25 giorni inflitta dalla Corte d’Appello di Lecce nei confronti dell’ex gip. Leggera modifica della pena per il proprietario dell’immobile dove venne recuperato l’arsenale, Antonio Tannoia: per lui 8 anni di reclusione invece degli iniziali 8 anni, 7 mesi e 20 giorni.
I due imputati erano accusati di traffico e detenzione di armi ed esplosivi, anche da guerra, oltre che di ricettazione. Fucili, mitragliette, armi antiche, esplosivi e bombe a mano erano nascoste in una villetta di Andria nella Bat.
Nelle carte dell’inchiesta si parlava di 193 pezzi tra mitragliatori, pistole e cartucce. In una conversazione, fu lo stesso ex giudice a descrivere l’arsenale parlando di “5 mitragliatori a nastro, 3 mitragliatrici, 3 fucili, 53 pistole mitragliatrici e 82 pistole”.
L’altra vicenda giudiziaria che ha travolto De Benedictis riguarda la corruzione in atti giudiziari che coinvolse anche un esponente della malavita garganica. A marzo l’ex gip fu condannato dalla Corte d’Appello di Lecce a 7 anni, 6 all’ormai ex avvocato penalista di Bari, Giancarlo Chiariello.










