“In un territorio come quello dei Monti Dauni l’agricoltura riveste un ruolo fondamentale nell’economia locale e rappresenta uno stimolo per lo sviluppo sociale e produttivo. In questo contesto si inserisce il progetto di valorizzazione della mela Limoncella, “Valmela”, dove Meridaunia ha svolto un ruolo determinante per recuperare e valorizzare una delle varietà autoctone del nostro territorio”. Lo ha detto il presidente di Meridaunia, Pasquale De Vita, intervenendo al forum finale sul progetto Valmela tenutosi a Roma presso la sede nazionale di Confagricoltura, e al quale hanno partecipato tutti i partner del progetto (GAL Meridaunia, Università degli Studi di Foggia, Dare Puglia, Cassandro Srl, Alimenta Srl, Aretè, Azienda Agricola Calitri, Coop, La Croce-Farascuso, Comune di Orsara di Puglia e Conapo).
L’incontro è stato l’occasione per illustrare i risultati del progetto e approfondirne i vari aspetti: le caratteristiche varietali, nonché quelle nutrizionali della mela Limoncella, le principali fitopatie che la colpiscono (come la Carpocapsa o la Ticchiolatura), le strategie per contrastare le principali avversità fungine e l’importanza del monitoraggio fitosanitario sulle colture, la produzione – realizzata nell’ambito del progetto – di sidri spumantizzati ottenuti da questa varietà di mela, l’impatto economico della produzione della Limoncella nelle aree dei Monti Dauni e i vantaggi economici derivanti dalle innovazioni introdotte nella coltivazione.
Incentivare soprattutto i giovani agricoltori a diversificare le produzioni. “Lo sviluppo sostenibile dell’agricoltura – ha spiegato Laura De Palma, Ordinario di Arboricoltura e coltivazioni arboree dell’Università di Foggia – è un volano di crescita per le aree interne, cui contribuisce la valorizzazione di colture tradizionali dotate di rusticità, bassa richiesta di input, tolleranza agli stress e tipicità dei prodotti. Il progetto Valmela, finanziato dalla Regione Puglia con il PSR 2014/20 S.M. 16.2, è focalizzato sulla melicoltura nei Monti Dauni meridionali.
Qui la mela Limoncella è un prodotto tipico; vi si affiancano altre varietà come Limoncella rossa, Sergente e Gelata. Questi meli, rispetto a una cultivar leader come la Golden Delicious, risultano fisiologicamente più adatti all’ambiente e i frutti rivelano plus nutrizionali per ricchezza in polifenoli, vitamina C e attività antiossidante.
La mela Limoncella ha profilo aromatico distinto da altre cultivar e molecole volatili più persistenti, con vantaggio sensoriale. Il frutto è ben conservabile in fruttaio e in cella frigorifera e mantiene le sue proprietà meglio, o al pari, di cultivar importanti.
Limoncella si presta alla trasformazione. Ottimizzando le condizioni di processo si ottengono chips disidratate ben conservabili, anche a temperatura ambiente, e sidri frizzanti, rifermentati con metodo Champenoise (in bottiglia) o Charmat (in autoclave), differenti per effervescenza, sapidità, gusto e armonia. Il metodo Charmat preserva meglio le caratteristiche iniziali della mela.
Nella coltivazione, per garantire il buon peso del frutto e il ritorno a fiore va limitato il carico produttivo diradando i fiori (irrorando prodotti biologici) o i frutticini. Principale malattia, controllabile con prodotti biologici, è la ticchiolatura, che dà macchie scure su foglie e frutti. Su questi si riscontra anche una fitopatia che necrotizza i tessuti peri-calicini. La corteccia dell’albero può avere necrosi da miceti dei generi Cylindrocarpon e Botryosphaeria. L’insetto dannoso è la carpocapsa: le larve penetrano nei frutti provocando fori e cascole. Monitorando il volo degli adulti con trappole attivate dal p.a. del feromone femminile si individua il momento ottimale per il controllo, attuabile con Bacillus thuringiensis e con la distrazione sessuale che introduce molti dispensatori di feromone femminile per attrarre i maschi e limitare gli accoppiamenti”.













