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Home - Monti Dauni, c’è il progetto che valorizza la mela Limoncella detta “Valmela”. Un’eccellenza del territorio

Monti Dauni, c’è il progetto che valorizza la mela Limoncella detta “Valmela”. Un’eccellenza del territorio

De Vita del Gal Meridaunia: "È una delle varietà autoctone da recuperare"

Di Saverio Serlenga
27 Maggio 2024
in Agricoltura, Lucera e Monti Dauni
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“In un territorio come quello dei Monti Dauni l’agricoltura riveste un ruolo fondamentale nell’economia locale e rappresenta uno stimolo per lo sviluppo sociale e produttivo. In questo contesto si inserisce il progetto di valorizzazione della mela Limoncella, “Valmela”, dove Meridaunia ha svolto un ruolo determinante per recuperare e valorizzare una delle varietà autoctone del nostro territorio”. Lo ha detto il presidente di Meridaunia, Pasquale De Vita, intervenendo al forum finale sul progetto Valmela tenutosi a Roma presso la sede nazionale di Confagricoltura, e al quale hanno partecipato tutti i partner del progetto (GAL Meridaunia, Università degli Studi di Foggia, Dare Puglia, Cassandro Srl, Alimenta Srl, Aretè, Azienda Agricola Calitri, Coop, La Croce-Farascuso, Comune di Orsara di Puglia e Conapo).

L’incontro è stato l’occasione per illustrare i risultati del progetto e approfondirne i vari aspetti: le caratteristiche varietali, nonché quelle nutrizionali della mela Limoncella, le principali fitopatie che la colpiscono (come la Carpocapsa o la Ticchiolatura), le strategie per contrastare le principali avversità fungine e l’importanza del monitoraggio fitosanitario sulle colture, la produzione – realizzata nell’ambito del progetto – di sidri spumantizzati ottenuti da questa varietà di mela, l’impatto economico della produzione della Limoncella nelle aree dei Monti Dauni e i vantaggi economici derivanti dalle innovazioni introdotte nella coltivazione.

Incentivare soprattutto i giovani agricoltori a diversificare le produzioni. “Lo sviluppo sostenibile dell’agricoltura  – ha spiegato Laura De Palma, Ordinario di Arboricoltura e coltivazioni arboree dell’Università di Foggia – è un volano di crescita per le aree interne, cui contribuisce la valorizzazione di colture tradizionali dotate di rusticità, bassa richiesta di input, tolleranza agli stress e tipicità dei prodotti. Il progetto Valmela, finanziato dalla Regione Puglia con il PSR 2014/20 S.M. 16.2, è focalizzato sulla melicoltura nei Monti Dauni meridionali.

Qui la mela Limoncella è un prodotto tipico; vi si affiancano altre varietà come Limoncella rossa, Sergente e Gelata. Questi meli, rispetto a una cultivar leader come la Golden Delicious, risultano fisiologicamente più adatti all’ambiente e i frutti rivelano plus nutrizionali per ricchezza in polifenoli, vitamina C e attività antiossidante.

La mela Limoncella ha profilo aromatico distinto da altre cultivar e molecole volatili più persistenti, con vantaggio sensoriale. Il frutto è ben conservabile in fruttaio e in cella frigorifera e mantiene le sue proprietà meglio, o al pari, di cultivar importanti.

Limoncella si presta alla trasformazione. Ottimizzando le condizioni di processo si ottengono chips disidratate ben conservabili, anche a temperatura ambiente, e sidri frizzanti, rifermentati con metodo Champenoise (in bottiglia) o Charmat (in autoclave), differenti per effervescenza, sapidità, gusto e armonia. Il metodo Charmat preserva meglio le caratteristiche iniziali della mela.

Nella coltivazione, per garantire il buon peso del frutto e il ritorno a fiore va limitato il carico produttivo diradando i fiori (irrorando prodotti biologici) o i frutticini. Principale malattia, controllabile con prodotti biologici, è la ticchiolatura, che dà macchie scure su foglie e frutti. Su questi si riscontra anche una fitopatia che necrotizza i tessuti peri-calicini. La corteccia dell’albero può avere necrosi da miceti dei generi Cylindrocarpon e Botryosphaeria. L’insetto dannoso è la carpocapsa: le larve penetrano nei frutti provocando fori e cascole. Monitorando il volo degli adulti con trappole attivate dal p.a. del feromone femminile si individua il momento ottimale per il controllo, attuabile con Bacillus thuringiensis e con la distrazione sessuale che introduce molti dispensatori di feromone femminile per attrarre i maschi e limitare gli accoppiamenti”.

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Tags: valmela
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