Stamattina la squadra mobile di Bari ha tratto in arresto quattro persone, con precedenti di polizia, ritenute esponenti di spicco del clan mafioso “Capriati”, operativo nel quartiere borgo antico di Bari. In carcere Giuseppe Capriati, 27 anni, figlio di Domenico Capriati detto “Mimmo”, ammazzato nel 2018 quando aveva 49 anni, e Onofrio Lorusso, 28 anni, cognato di Raffaele Capriati, 41 anni, detto “Lello”, quest’ultimo ucciso lo scorso 1 aprile.Tutti stretti parenti dei vertici dell’organizzazione mafiosa. Mimmo e Lello erano figli di Sabino e nipoti del boss Antonio Capriati detto “Tonino”. Completano il quadro degli arrestati di oggi i presunti sodali Vito Lucarelli, 21 anni e Michele Schiavone, 20 anni.
Con la doverosa premessa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa, i quattro arrestati rispondono, in concorso tra loro, dei reati di detenzione e porto illegale di arma da fuoco e detenzione al fine di spaccio di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente.
I fatti traggono origine dal sequestro di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente e di una pistola, avvenuto a Bari il 29 settembre scorso, in piazzetta dei Marinai, in un locale in disuso, quando personale della sezione Contrasto al Crimine Diffuso della mobile di Bari sequestrò 475,76 grammi di cocaina, 716,09 grammi di hashish e circa 3 chili di marijuana, oltre ad una pistola revolver “Smith & Wesson” calibro 357 magnum, con guanciole in radica e sei proiettili nel tamburo, perfettamente funzionante ed atta ad offendere.
Il luogo, nel borgo antico di Bari, dove è stata rinvenuta la sostanza stupefacente e la pistola, è sotto il controllo dello storico clan malavitoso Capriati nelle ultime settimane risalito alla ribalta delle cronache cittadine in quanto i loro capi e sodali sono stati coinvolti in una rinnovata belligeranza tra le famiglie mafiose di Bari, sfociata in alcuni episodi di violenza e in ultimo nell’agguato mortale ai danni di Lello Capriati, un’esponente di spicco del sodalizio mafioso, commesso la sera dello scorso 1 aprile.
I rilievi eseguiti da personale del Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica di Bari su quanto rinvenuto hanno consentito di individuare, su alcuni reperti, quattro frammenti di impronte digitali, riconducibili agli indagati. Dopo le formalità di rito, i quattro sono stati condotti in carcere.
“È importante sottolineare – ricorda una nota della Polizia di Stato – che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti”.










