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Home - A Carapelle “Il Salto” verso la fine. I motivi della caduta del sindaco mentre il centrodestra si spacca

A Carapelle “Il Salto” verso la fine. I motivi della caduta del sindaco mentre il centrodestra si spacca

Nel mirino Di Michele, accusato di aver accentrato troppo potere nelle sue mani e in quelle del suo vice. Lui: "Il tempo svelerà ogni cosa"

Di Antonella Soccio
23 Aprile 2024
in Cerignola e 5 Reali Siti, Politica
Umberto Di Michele

Umberto Di Michele

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L’appalto del Cimitero con le sue luci votive, la Tari tra le più alte di Capitanata con l’azienda della nettezza urbana con i dipendenti con la 104 e un tasso di assenteismo gigantesco, le risorse mancanti dalla differenziata. Sono tanti i motivi, come ha spiegato ai nostri microfoni Antonio Di Tuccio, che hanno spinto i quattro consiglieri di minoranza di Carapelle a provare a coagulare un malcontento anche nella maggioranza del sindaco Umberto Di Michele, che solo un anno fa aveva vinto le elezioni con la sua civica Il Salto.

7mila abitanti, un paese sempre in fermento, tre eletti del Salto hanno aderito alla proposta dell’opposizione di Rialziamo Carapelle e dei firmatari Luigi Marasco, Laura Liguori, Antonietta Cavatasso e Tonino Ieva: Gerardo Longo, Loredana Iafelice e Andrea Agnelli, come si sa, hanno deciso di apportare le loro firme dal notaio per far cadere l’amministrazione.

A detta dei bene informati i tre hanno sposato la visione di chi sosteneva che Di Michele avesse accentrato troppo potere nelle sue mani e in quelle del suo fidatissimo vice, Ulderico Spinapolice.

Già da un po’ reclamavano spazio. La dottoressa Iafelice, dopo una rottura con i dem, sarebbe in rientro nel Pd di Raffaele Piemontese in vista delle prossime Europee e Regionali.

In più Andrea Agnelli, uno dei firmatari ed ex presidente del Consiglio, veniva dalla cocente disfatta delle provinciali dove era candidato in quota Udc nei Fratelli d’Italia e ha ottenuto solo 540 voti ponderati rastrellando 5 schede grige da 91 voti a Carapelle e 2 arancioni a Zapponeta da 55 voti ponderati. Insomma tutti hanno rinunciato al loro gettone di presenza ( e quello di Agnelli valeva 1800 euro al mese) per mandare a casa il sindaco, che si considerava troppo sicuro.

Sullo sfondo parrebbe esservi però anche una manovra politica Udc della leader provinciale Michaela Di Donna, che ovunque in Capitanata, da Manfredonia a Torremaggiore passando per San Severo, starebbe spaccando il centrodestra per creare nuovi spazi di agibilità politica dentro la coalizione governata da meloniani e azzurri, già pronti a fare campagna elettorale alle prossime Europee per il candidato Paolo Soccorso Dell’Erba.

Il saluto dell’ormai ex sindaco: “Il tempo svelerà ogni cosa”

Umberto Di Michele ha dato l’addio sui social, ecco cosa ha scritto: “Cari cittadini, oggi è terminato l’incarico di sindaco per il mio secondo mandato. Tre consiglieri eletti nella lista della maggioranza, Gerardo Longo, Loredana Iafelice e Andrea Agnelli, insieme ai consiglieri di minoranza, hanno firmato per la mia sfiducia. Il tempo svelerà ogni cosa. Ringrazio Ulderico Spinapolice, Raffaella Ricco, Sergio Izzi, Marica Masucci e Sabrina Gioseffi per la loro presenza quotidiana, l’entusiasmo ed il lavoro costante che hanno svolto in questo anno per lavorare al bene del paese. Il lavoro, non gli stratemagemmi, paga sempre ed i suoi frutti ben presto si vedranno. È stata un’avventura impegnativa e gratificante. Ringrazio uno ad uno i carapellesi che hanno riposto fiducia in me e nel mio operato. Vado a casa sereno, con l’ animo pulito ed in pace, di chi ha fatto sempre del suo meglio per onorare il proprio mandato e le aspettative dei suoi concittadini. Ci rivedremo a breve per un videomessaggio di chiarimenti. Grazie ancora, sempre. Viva Carapelle”.

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Tags: Carapelledi michele
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