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Home - Manfredonia, nuovi retroscena nell’inchiesta della Finanza. Salvemini diceva: “Ho delle cose gravissime nelle mani”

Manfredonia, nuovi retroscena nell’inchiesta della Finanza. Salvemini diceva: “Ho delle cose gravissime nelle mani”

Duri attacchi all'ex sindaco Rotice e riferimenti a noto imprenditore interdetto per mafia. "L'assessora Pennella e il consigliere Paglione sono espressione di D'Alba"

Di Francesco Pesante
21 Marzo 2024
in Inchieste
D'Alba e Rotice; nel riquadro, Salvemini

D'Alba e Rotice; nel riquadro, Salvemini

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Nuovi retroscena dalle carte di “Giù le mani”, il blitz della Guardia di Finanza che ha travolto Manfredonia lo scorso 9 marzo. Tra le figure centrali c’è quella dell’ex assessore ai Lavori Pubblici, Angelo Salvemini, finito agli arresti domiciliari. Gli inquirenti hanno ricordato l’appalto per la pubblica illuminazione che, stando a Salvemini, l’ex sindaco Gianni Rotice avrebbe voluto dirottare sull’imprenditore Michele D’Alba, raggiunto da interdittiva antimafia alcuni mesi fa (Rotice e D’Alba non sono indagati). Dall’inchiesta emerge un forte astio tra Salvemini e Rotice ma anche le mire politiche dell’ex assessore arrestato.

Engie spa e i riferimenti di D’Alba nell’amministrazione

“In una conferenza stampa l’ex assessore attaccava il sindaco Rotice e l’allora Capo Ufficio di Gabinetto Stefano Pecorella, affermando l’incompetenza del primo cittadino; il pretesto dell’attacco era il cosiddetto ‘caso Engie’ (Proposta di finanza di progetto della ditta Engie servizi Spa per la concessione del servizio energia e gestione integrata degli impianti termici e degli impianti di pubblica illuminazione – dichiarazione pubblico interesse), che avrebbe visti contrapposti il sindaco (a detta del Salvemini impegnato a favore di soggetti che avrebbero sostenuto la sua campagna elettorale) e proprio l’allora assessore Salvemini (che avrebbe individuato, quale titolare del Settore Lavori Pubblici, la società Engie Servizi SpA, che già gestiva la pubblica illuminazione di Manfredonia). lI Consiglio comunale con 14 voti contrari, con deliberazione n. 14 del 23.1.2023 dichiarava non idonea la proposta progettuale di partenariato pubblico privato presentata dalla Engie Servizi SpA, che prevedeva un importo totale di concessione pari ad € 31.000.000,00 (oltre IVA) per un periodo di vent’anni”.

Sul caso Engie, Salvemini ne parlò “con Luca Taggio (referente per la Engie Servizi Spa a Manfredonia) a cui disse di ‘fare quella attività’ presso la sala consiliare (installazione di prese usb e spine alle postazioni occupate dai membri del consiglio) entro il 27 ottobre 2022, poiché si sarebbe tenuta una seduta di consiglio in cui sarebbe stata presentata al Comune di Manfredonia la proposta di project financing della Engie Servizi spa in modo che ‘al consiglio gli facciamo presente… guardate quello che avete sotto i banchi… quella è opera di Engie… hai capito?'”.

Riguardo ai rapporti Rotice-D’Alba, l’ex assessore Salvemini ne riferì ad una sua interlocutrice. Ecco cosa riportano le carte della Finanza: “Salvemini riferiva che, relativamente all’informazione interdittiva antimafia per la cooperativa Tre Fiammelle (riconducibile al D’Alba Michele), aveva intenzione di ‘intervenire con una nuova conferenza stampa perché in quel caso … devo chiedere a gran voce le dimissioni del sindaco e … nel caso questo non accada devo chiedere un intervento del prefetto […] che valuti di commissariare di nuovo il Comune perché… all’interno della compagine […] giuntale vi è … l’assessore Pennella (ndr, Pennella Grazia) che è l’espressione di D’Alba e all’interno del Consiglio vi è il consigliere […] Michele Paglione che è espressione di Michele D’Alba”.

Pennella e Paglione

“Cose gravissime nelle mani”

Lo scontro con Rotice venne palesato da Salvemini anche all’ex consigliere comunale Massimiliano Ritucci: “Io col sindaco ormai non mi parlo proprio più! […] perché purtroppo… le… le storture sono tante, io poi ho preso una posizione… ehm diciamo diametralmente opposta […] Cioè io (…] non mi sto prestando a quel suo ehm… patto diciamo a dare… fare… a dare seguito a quel patto che lui ha sottoscritto con la Prefettura (…) non nasce solo dalla […] dalla questione del Guarda che Luna […] poi a questa si è aggiunta anche la questione di Engie; continuava sul Guarda che Luna |…] lui per sta storia qui ti ho detto anche della questione del Guarda che Luna che, ha detto che lui la cosa che mi ha scritto, la risposta che mi ha dato con il segretario, ha detto lui di farla cattiva nei miei confronti, minacciando le denunce… che io avrei detto il falso sulla giunta ehm… adesso gli è arrivata all’orecchio ehm… che… che io ho registrato gli assessori ehm… non esiste, queste sono cose gravissime… e ho detto vabbé io mi devo parare il culo eh! Se voi dite che io dico le bugie, io vi devo registrare in modo tale che quando direte un’altra volta, che io ho detto le bugie, vi attacco la registrazione e ti senti che le bugie invece le dici tu!“.

Ed ancora, sempre nelle carte dell’inchiesta: “Nel prosieguo Salvemini arrivava ad affermare minacciosamente ritorsioni nei confronti del Rotice e della dirigente del Settore Urbanistica Rosa Tedeschi: ‘Forza Italia ha chiesto esplicitamente di togliermi la delega! […] Oggi è quattordici di novembre, se mi toglie la delega… lo rovino! Ma lo rovino … cioè, quello che ho fatto a Riccardi (ndr, Angelo Riccardi, ex sindaco di Manfredonia) sarà nulla confronto a quello che gli farò perché qua ho elementi a supporto! Qua ho delle cose gravissime nelle mani (…) intanto cominciamo a dare botte alla Tedeschi'”.

Poi Salvemini avrebbe commissionato ad un suo collega “l’inoltro di due denunce in anonimato”. Salvemini: “Devo spedire queste due in anonimato… per raccomandata puoi mettere Mario Rossi, via. Non è un problema! Però se facciamo la raccomandata, la portiamo… parliamo con Giuseppe… tu devi dire che è un cliente… nostro, non gli dire che sono io contro il sindaco Rotice Giovanni”.

Ambizioni politiche

Dalle carte emerge la volontà di Salvemini di puntare a ruoli sempre più apicali, magari con un futuro da sindaco di Manfredonia. Venne “contattato telefonicamente – riportano sempre le carte degli inquirenti – dal consigliere comunale Adriano Carbone (condannato in primo grado in Omnia Nostra, ndr), che gli proponeva di considerare il partito politico Fratelli d’Italia per riproporsi politicamente sul territorio, concordando un incontro con i referenti provinciali”.

Carbone: “Io in questo momento al posto tuo sfrutterei anche… come dire in qualche modo l’onda di Fratelli d’Italia… nel senso che…. […] ti ho detto anche eventualmente se ci dobbiamo andare a parlare… andiamo insieme anche a Foggia… perché se vengono loro qua e vengono a sponsorizzare una tua candidatura come dire… che io ti dico la verità… io mi sto guardando intorno ma ho già detto da tempo, da molto tempo che l’unico in questo momento che ha anche un appeal anche dal punto di vista diciamo del… del …delle persone…del territorio… del… del popolo che va a votare si chiama Angelo Salvemini“.

Salvemini “valutava l’offerta ricevuta strategicamente opportuna – si legge ancora – al verificarsi di una prossima caduta dell’attuale consiglio comunale di Manfredonia”. Così l’ex assessore: “Noi adesso per questo dico noi dobbiamo capire anche sul piano diciamo così (…) strategico… questi a che punto stanno quant’è se… prima si dimettono meglio è… perché se prima cade meglio è… […] se cadono domani possiamo aprire un ragionamento (…) comunque fatemi sapere vediamo chissà ci spicciamo […] che si vanno a ritirare prima che danneggiano sta città […]”.

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Tags: Manfredonia
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