“L’ambiente in cui viviamo svolge un ruolo fondamentale nel nostro benessere. Dobbiamo considerarlo come un bene collettivo da tutelare e proteggere, così da garantire una qualità della vita migliore per tutti i cittadini”. Lo dichiarano il presidente di Legambiente circolo “Gaia” di Foggia, prof. Giuseppe Maccione, e il presidente del circolo Arci “Maria Schinaia”, prof. Leonardo Antonio Soldo.
“L’amministrazione appena insediata deve riprogettare, con l’aiuto di tutti, la ricostruzione di una città che sia giusta e sostenibile – proseguono – considerato che l’ambiente in cui viviamo svolge un ruolo fondamentale nel nostro benessere. Dobbiamo considerarlo come un bene collettivo da tutelare e proteggere, così da garantire una qualità della vita migliore per tutti i cittadini. E’ infatti nelle città che la battaglia per lo sviluppo sostenibile si vince o si perde. L’affermazione dell’Onu – contenuta nei documenti che accompagnano l’Agenda 2030 con i suoi 17 Sustainable Development Goals – rimarca due aspetti distinti e indiscutibili: è nelle aree urbane che si concentra l’80% del PIL mondiale, che si consuma il 75% dell’energia, che nel 2050 vivranno i due terzi della popolazione mondiale; è nelle aree urbane che si manifestano con più evidenza l’inquinamento, il degrado del territorio e degli spazi abitati, l’inarrestabile crescita del suolo consumato, la povertà e le diseguaglianze – temi, peraltro, sempre più profondamente concatenati tra loro. Ed è sempre nelle città – dove si produce più della metà delle emissioni di gas serra – che si gioca la sfida cruciale dei cambiamenti climatici. L’adozione della limitazione della velocità a 30 km/h è una scelta responsabile e necessaria per la nostra città. Questa misura contribuirebbe a rendere le nostre strade più sicure, a migliorare la qualità della vita dei cittadini e a promuovere uno sviluppo sostenibile. Sosteniamo quindi con convinzione l’implementazione di questa limitazione e ci impegneremo a promuovere la necessaria sensibilizzazione e informazione per una corretta applicazione. Si può fare, si deve fare, con un radicale cambio di passo che riguarda tutti, ciascuno per la propria parte e la propria responsabilità: città e cittadini, imprese e istituzioni”.
Nell’intervento a favore del provvedimento, elencano una serie di azioni da compiere con urgenza: “Migliorare la sicurezza stradale che è la ragione che porta a rivedere il regime delle velocità in ambito urbano. Il 55% dei morti nelle nostre città è dovuto a sole tre cause: eccesso di velocità, mancata precedenza ai pedoni sugli attraversamenti e guida distratta. Il 73% degli incidenti avviene su strade urbane; ma è un altro il dato che crea grande allarme: il 44% delle vittime lascia la vita in incidenti in città. È da notare che, sempre in ambito urbano, l’80% delle vittime è un utente vulnerabile (50% come mobilità attiva). Migliorare la mobilità sostenibile, infatti il 77,6% di tutti gli spostamenti è fatto in ambito urbano; di questi il 36% è inferiore a 2 km. Per queste distanze non vi è dubbio che gli spostamenti in bicicletta e talvolta anche quelli a piedi sono concorrenziali in termini di tempo (includendo il problema della ricerca del parcheggio) rispetto all’auto privata. Nella percezione collettiva la principale causa addotta da chi preferisce l’uso dell’auto è la sensazione di insicurezza. Questa sensazione è anche la causa dell’inibizione alla mobilità autonoma di bambini e anziani. Migliorare la fluidità della circolazione. I detrattori delle Città 30 dipingono il provvedimento come nefasto per la mobilità pensando che venga esteso in modo indiscriminato. Al contrario nelle Città 30 viene mantenuto il limite a 50 km/h sulle tratte di viabilità principale dove il concetto di separazione delle componenti modali prevale. Cambia solo la priorità di progettazione: tutte le strade hanno il limite di 30 km/h salvo quelle individuate a 50 km/h (mentre oggi vale esattamente il contrario). In realtà la velocità media di spostamento in ambito urbano è già oggi molto bassa e non supera mai i 30 km/h. In Italia, caratterizzata dal più elevato numero di auto pro-capite d’Europa, i centri urbani sono intasati e le medie di percorrenza sono tra le più basse e comunque ben al di sotto di 30 km/h. Garantire una velocità media costante fluidifica il traffico molto di più rispetto a continui stop and go. Migliorare il livello di qualità della vita dei cittadini. Le Città 30 non disincentivano l’uso delle automobili perché i tempi di percorrenza rimangono pressoché gli stessi. È più corretto dire che incentivano la mobilità attiva e l’uso dei mezzi pubblici. Città 30, naturalmente, non vuol dire solo ridurre il limite di velocità, ma adattare l’intero contesto urbano a una diversa concezione di uso dello stesso. È una misura che deve essere accompagnata da interventi urbanistici e solo in un secondo momento, una volta condivisa, con altri interventi atti a disincentivare”.
“In quest’ottica – concludono – bisogna promuovere azioni concrete volte a ridurre l’inquinamento e a favorire la sostenibilità ambientale, con la creazione di parchi urbani, della mobilità sostenibile, della riduzione dell’uso dei combustibili fossili e l’adozione di fonti di energia rinnovabili, di piste ciclabili e la creazione di parcheggi per biciclette, queste sono solo alcune delle proposte che vogliamo sostenere per incentivare una mobilità più sostenibile”.










