Da Acquaviva delle Fonti a Paola, passando per Mondragone, Isernia e Castrovillari in provincia di Cosenza. È fitta l’agenda di appuntamenti di Fabrizio Tatarella, avvocato barese, ideologo della destra, volto tv del Governo Meloni e figlio e nipote d’arte.
Dopo tanti anni alla guida o alla regia della Fondazione che porta il nome di Pinuccio Tatarella, Fabrizio sembra orientato ad un salto per Bruxelles, dove già suo padre Salvatore fu eurodeputato, con incontri e appuntamenti in tutto il Collegio Sud.
“Anche il 2024 si apre come i precedenti 5 anni. Senza risparmi in giro per l’Italia, il Sud e la Puglia. Con umiltà, impegno, passione al servizio della storia e della cultura della destra italiana. A sostegno del percorso di Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni”, scrive agli amici in chat Tatarella, amico di gioventù della premier, ma tra coloro che solo negli ultimi tempi hanno aderito a Fratelli d’Italia, dopo un lungo percorso nel contenitore finiano Fli prima della seduzione per la Lega di Matteo Salvini, ormai implosa nel mezzogiorno.
A Foggia non sono pochi quelli che lo sosterranno se sarà candidato alle prossime Europee di maggio. “Meloni dovrà decidere chi candidare, ha assicurato al capogruppo Procaccini che Fabrizio sarà candidato, ma da Bari Marcello Gemmato sostiene Michele Picaro, ex fittiano. Fabrizio si muove incessantemente da due anni in tutto il collegio, ma qualcuno in provincia lo teme e lo ostacola a favore proprio di Picaro”, dice senza mezzi termini un meloniano dalla lunga storia nella fiamma.
Si attende il congresso provinciale nei Fratelli d’Italia con la fine del lungo commissariamento di Galeazzo Bignami. Con l’elezione del candidato Giannicola De Leonardis si avrà maggiore chiarezza.
Intanto il 3 febbraio l’ex sindaco Paolo Agostinacchio, che alle scorse comunali ha fatto una poderosa campagna elettorale per i Fratelli d’Italia, ospiterà in un convegno il senatore friulano Roberto Menia, vicepresidente della 3ª Commissione permanente (Affari esteri e Difesa) del Senato della Repubblica, da sempre vicino ai Tatarella.
Fatta eccezione per il ministro Adolfo Urso, quasi tutti i finiani e quell’area liberal fedelissima dell’ex leader di An che da anni ha fatto i conti col post fascismo, nel partito, stanno scontando una sorte di quarantena dai ruoli importanti. È per questo che anche l’onorevole Giandonato La Salandra potrebbe non spendersi poi tanto, a detta dei rumors, per la candidatura di Fabrizio Tatarella dietro Raffaele Fitto e Giorgia Meloni, che dovrebbe essere comunque capolista per trainare la forza di governo.
Campo Largo
Una presenza locale nella destra potrebbe accendere di molto la sfida, se si considera che in Capitanata il collegio Sud potrebbe essere dominato nella lotta interna al campo largo progressista tra Mario Furore, che punta alla riconferma e alla capolistatura del listino e il sindaco di Bari Antonio Decaro, che a Bruxelles farebbe un anno sabbatico prima della candidatura alle prossime regionali del 2025. Non è escluso che i dem possano appoggiare di nuovo anche la casertana Pina Picierno.
Furore nel 2019 arrivò sesto nel M5s al Sud con 31.953 voti, Chiara Gemma la prima pentastellata ottenne 86.044 preferenze. Dentro il campo largo si deve annoverare anche la candidatura dell’assessore Sebastiano Leo, con il rassemblement popolare di Azione, laddove invece a destra, pur con percentuali davvero risicate e lontanissime dall’exploit del 2019, tenterà la rielezione il leghista Massimo Casanova. Dentro Forza Italia resistono i nomi degli immarcescibili Martusciello e Patriciello.











