“Siamo stati più attenti a chi si è voluto unire alle nostre ragioni. Abbiamo mandato a casa un’amministrazione che in due anni ha solo continuato il precedente commissariamento. Determinante l’intervento di Sara Delle Rose (ex consigliera di maggioranza, ndr) che ha compreso le vere esigenze della città di Manfredonia”. Queste le parole di Massimo Ciuffreda del Pd che insieme ad altri dodici consiglieri comunali ha messo fine – come anticipato da l’Immediato – al mandato del sindaco Gianni Rotice.
Goccia che ha fatto traboccare il vaso, l’improbabile rimpasto di Rotice nelle scorse settimane con Antonella Lauriola spedita dal Bilancio al Personale. “Meglio qualche mese di commissariamento piuttosto che continuare questa agonia con un’amministrazione che non aveva più i numeri”, ha sottolineato Ciuffreda.

“Non c’erano più le condizioni per andare avanti – il commento di Maria Teresa Valente di “Con” -. Se ne sono resi conto anche tanti della stessa ex maggioranza Rotice. Il commissariamento? Credo che non ci sia niente di peggio di questa amministrazione. Adesso avremo modo di confrontarci per un futuro di rinascita. Su un eventuale campo largo ci ragioneremo. È presto per prospettare alleanze ma l’esempio di Foggia va preso in considerazione. Oggi ci sentiamo sollevati”.
“Non è altro che la conferma di quello che abbiamo detto in questi mesi. Quello di oggi è un atto consequenziale della nostra azione”, ha rimarcato Giuseppe Basta, ex vicesindaco di Forza Italia, il partito che portò Rotice alla vittoria per poi essere tradito dallo stesso primo cittadino.
A breve, la Prefettura invierà una commissione prefettizia al Comune di Manfredonia per garantire l’ordinaria amministrazione dell’ente fino alla primavera 2024 quando si tornerà al voto in concomitanza con le elezioni europee.
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