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Home - “Foggia è bella, ma non possiamo girare la testa dall’altra parte”. Annarelli e le storie di chi ritorna

“Foggia è bella, ma non possiamo girare la testa dall’altra parte”. Annarelli e le storie di chi ritorna

Di Antonella Soccio
15 Ottobre 2023
in Politica
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È una storia di ritorni e di straordinario coraggio quella di Antonia Annarelli, che tutti chiamano Antonella, candidata consigliera per Con Foggia in supporto del campo largo di Maria Aida Episcopo.

42 anni splendidamente portati, grafica, con un nonno centenario, Annarelli è rientrata in città dopo anni di successi e di soddisfazioni nelle Marche.

“Sono tornata a Foggia da poco, per motivi familiari, sono stata tre anni nell’esercito e moltissimi altri anni ad Ascoli Piceno, dove ho lavorato, come grafica, per una multinazionale americana. Sono stata in Norvegia in piena pandemia per imparare un nuovo brand e portarlo in Italia. Su quasi 500 dipendenti, ne hanno scelto 4 ed io ero tra questi per un importante corso di formazione. La mia città però è Foggia, ho sentito la necessità, al di là delle ragioni di famiglia, di tornare a vivere dove sono nata”, racconta.

A Foggia, la sua grande esperienza professionale non può essere esercitata quasi in nessuna realtà, per questo Antonia Annarelli sta frequentando un corso da Oss. Ha scelto una nuova vita. E non solo per la sua appartenenza alla comunità Lgbtq+.

“Volevo tornare nella mia città, abbiamo tanto e non lo sappiamo valorizzare, per certi diritti si respira ancora un pessimo clima. Ho partecipato al Pride ed è stato bello, molti lanciavano fiori, ho montato un video con molti anziani che sui balconi erano contenti, ho visto la città più aperta, ma c’è ancora quel pregiudizio anche tra i giovani. Non nego di essere andata via dopo gli studi superiori anche per i pregiudizi. Con la mia compagna, che è foggiana, abbiamo deciso insieme di comune accordo di non abbassare più la testa, abbiamo lavorato, siamo persone oneste. 20 anni fa la realtà a Foggia era molto difficile, gli omosessuali erano visti come una categoria di scarto, dei drogati, ma non siamo tutti uguali. A 20 anni lavoravo al bar Catalano, da piccola raccoglievo i funghi il pomeriggio e andavo a scuola al mattino. Ho sempre lavorato”.

Il privato, i diritti, ma anche le infiltrazioni mafiose hanno indotto Antonia Annarelli a provare a fare qualcosa per Foggia. In prima linea.

“Lo scioglimento per mafia ha influito molto sulla decisione di tornare. Foggia è bella, non possiamo girare la testa dall’altra parte dobbiamo denunciare. C’è una voglia di riscatto. Conoscevo Rosario Cusmai, la sua coalizione mi ispira fiducia; mio padre è di destra, abbiamo delle diversità forti, non so neppure se mi voterà. Ma dobbiamo provare a cambiare la mentalità di questa città”.

Tags: annarelli
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