“Per parlare di quarta mafia dobbiamo parlare di mafia militare affiancata da una mafia degli affari”. Lo ha detto la presidente Chiara Colosimo dopo una lunga giornata di audizioni in Prefettura sulla criminalità organizzata foggiana. Presenti procuratori di Foggia e Dda, questore, comandanti delle forze dell’ordine e direttore della Dia. Sentiti anche i rappresentanti delle associazioni antimafia.
“Tra il 2016 e il 2023 più di cento interdittive antimafie e, solo quest’anno, 19 provvedimenti – ha ricordato Colosimo al termine dei lavori -. Oggi farò i nomi dei clan anche per chi fa finta di non sapere. A Foggia abbiamo la “Società Foggiana” con tre batterie: Moretti-Pellegrino-Lanza alleata agli ex Romito contrapposta ai Sinesi-Francavilla legata ai Li Bergolis e alla ‘ndrangheta. Poi i Trisciuoglio vicini agli ex Romito e al clan di Orta Nova.
Il Gargano vede i Li Bergolis, noti anche come il clan dei montanari, contro i Lombardi-Ricucci-La Torre (ma sarebbe più corretto chiamarli Lombardi-Scirpoli-Raduano dopo l’ascesa di Francesco Scirpoli e Marco Raduano e la morte di Pasquale Ricucci, ndr) eredi dei Romito”.
Poi sul Basso Tavoliere: “A Cerignola c’è una criminalità dedita prevalentemente alla droga e a reati di natura predatoria come i noti assalti ai blindati: qui ci sono i Piarulli-Ferraro e i Ditommaso detti ‘Taddone’. A Orta Nova, Comune recentemente sciolto per mafia, c’è il clan Gaeta legato ai Moretti di Foggia e i Masciavè (egemoni soprattutto a Stornara, ndr)”.

Alto Tavoliere: “A San Severo il clan Nardino vicino ai Sinesi-Francavilla e il clan Testa-La Piccirella legato ai Moretti. Qui è forte il traffico di stupefacenti”.
Dopo la raffica di nomi, Colosimo ha spiegato che “la necessità della squadra stato è svuotare la cassa comune e qui le misure patrimoniali vengono ben usate. La quarta mafia è feroce e tecnologica, spara mentre usa il criptofonino, possiamo dire che è globale e rurale. Una industria del crimine. Non disdegna le azioni eclatanti e sembra sfidarci tutti i giorni, ma oggi abbiamo raccolto questa sfida tutti insieme”.
E ha ricordato che “già nel 1997 con la sentenza Cartagine (contro la mafia cerignolana, ndr) sapevamo che qui eravamo ai livelli di Palermo. Vennero inflitti 15 ergastoli, solo quattro in mano del maxi processo a Cosa Nostra”.
Alcuni numeri del crimine e un passaggio sulle prossime elezioni comunali a Foggia: “In sedici mesi ci sono stati dieci divieti di svolgimento di funerali. Il 2022 ha registrato 17 omicidi, tre ad opera di minorenni. Abbiamo saputo di bandi di gara ai quali, nonostante numerose aziende, partecipava una sola impresa, tra l’altro già raggiunta da interdittiva antimafia”.
Poi sui candidati “impresentabili”: “Non posso ancora dare risultati del lavoro sull’analisi delle liste, ma i cittadini devono sapere chi votano. Faccio un appello a tutte le forze politiche affinché quello che è avvenuto non avvenga più. Oggi qui prendiamo un impegno solenne affinché la quarta mafia non diventi la prima“.










