C’è voglia di partecipazione tra i militanti di partito, quando mancano pochi mesi alle amministrative del Comune di Foggia, sciolto per infiltrazioni mafiose, se è vero che il Viminale sta valutando la data del 22 e 23 ottobre 2023 per il primo turno dei Comuni commissariati. Ieri al Circolo del Pd David Sassoli in via Matteotti, iscritti e simpatizzanti si sono mossi copiosi per l’incontro a più voci sullo sviluppo della Capitanata moderato e promosso dall’ex senatore Orazio Montinaro insieme a Mario Cagiano e al segretario cittadino dem Davide Emanuele, a cui ha partecipato anche il vicepresidente Raffaele Piemontese.
Tanti gli interventi, molti dei quali a tinte fosche. Pessimisti i sindacalisti confederali. “Viviamo in un contesto in cui aumentano le diseguaglianze e i processi di trasformazione diventano sempre più complicati e farraginosi per l’assenza di politiche di accompagnamenti, con standard tra i più bassi e di situazioni al limite”, ha osservato Maurizio Carmeno della Cgil.
A suo avviso la comunità è in difficoltà per il silenzio della politica e per le dinamiche separate vissute anche dalle grandi associazioni, Confindustria in testa. “Una forza progressista deve avere come modus operandi quello del coinvolgimento. Come sindacato, non riusciamo ad avere relazioni significative anzi alcuni amministratori sono usciti con i comunicati stampa secondo cui non si crede alla concertazione. È la prima cosa da modificare. Le risposte unilaterali sono parziali, le risposte si arricchiscono quando si fa comunità”. Il pericolo dell’astensionismo anche a Foggia preoccupa non poco gli attori del mondo politico e sindacale. Cresce la “divaricazioni tra rappresentati e rappresentanza”.
“Noi abbiamo il problema della legalità e della criminalità – ha proseguito Carmeno -. Abbiamo la necessità di innescare processi diversi anche sul piano dell’organizzazione della città. È un lavoro lungo da fare, siamo assenti da troppo tempo. Dobbiamo dire no venditori ai abusivi e a quartieri interi che nascono abusivamente, abbiamo situazioni che sono intollerabili. Abbiamo anziani al terzo piano senza ascensori, che non hanno più diritti, bisogna creare reti e relazioni nei quartieri oggi è svanito quel senso di cittadinanza. Come si combatte una criminalità così pervasiva che entra negli affari e negli appalti con una legislazione che liberalizza?”
Resta il tema della zona Asi. Fatto il casello autostradale mancano nuove attività, con i 40 milioni per la realizzazione della piattaforma logistica sbloccati solo in tempi recentissimi dopo anni di stop. “Un imprenditore non ha bisogno di piccole autorizzazioni ma di garanzie di profitto”.
Criticità anche sul Pnrr. “Foggia ha avuto 60 milioni di euro, ma a Bari un solo progetto vale 400 milioni, a Taranto 700. Siamo la cenerentola della Puglia anche perché abbiamo una conduzione burocratica che non parla con nessuno e che ha portato avanti vecchi progetti, in certi casi anche male, basta vedere il caso del circolo Santa Chiara”.
È un bubbone anche il tema delle politiche abitative con oltre 5mila alloggi sfitti in città. Secondo Antonio Trombetta direttore della Cna, Foggia vive una parabola in discesa, di emigrazione e disinvestimenti. Le imprese artigiane iscritte al registro son passate dalle 11mila del 2009 alle 9700 del 2023. Sono stati persi oltre 3mila posti di lavoro, sono innumerevoli le vertenze di chiusura di aziende con poche decine di dipendenti. Eppure, ha stigmatizzato il sindacalista dell’Alto Tavoliere, “nessun sindaco ha voluto aprire un dibattito. Oggi rispetto alle tematiche delle politiche economiche mancano interlocutori certi e preparati che abbiamo una visione e che sappiano fare una scelta di campo”, ha concluso.
Intanto, sebbene l’ex poliziotto Agostino De Paolis al Consorzio Asi stia portando avanti dei processi di sviluppo, oggi la priorità è impedire che nei terreni dell’ampliamento, i 100 ettari che costeggiano gli ingressi di Fpt, vengano installati dei pannelli di agrovoltaico. Una tale scelta comprometterebbe per sempre lo sviluppo dell’area così come dare l’ok per una zona di stoccaggio rifiuti. Chi accrescerebbe il sito agroalimentare, oggi rappresentato da Barilla, Princes Futuragri, Rosso Gargano e Barpag, con dei rifiuti a poche centinaia di metri? Al Comune è tutto pronto per il sì all’ampliamento, ma la commissione straordinaria ha preso tempo.
Non mancano richieste di investimenti, anche grazie alla presenza della banda larga. Si è affacciato Leroy Merlin, persiste la rimodulazione di Zamparini e non è detto che Amazon non si rifaccia viva per un altro hub in Puglia. È in piedi l’ok per il fascio, la nuova piattaforma logistica, che sarà realizzata dal gruppo Lotras, ed è tutto pronto per la costruzione del nuovo depuratore.



















