Condanna lampo per Antonello Francavilla, uno dei boss indiscussi della “Società Foggiana”. Il Tribunale di Foggia ha inflitto al capomafia 4 anni e 4 mesi di reclusione perché girava armato in città. Il 18 gennaio scorso l’uomo venne pizzicato dalla squadra mobile nel bar “Destino” di via Capozzi con una pistola Glock calibro 9 nello zaino e il colpo in canna. La sentenza è arrivata al termine di un processo molto rapido, svoltosi con il rito abbreviato, sconto di un terzo della pena. Francavilla ha assistito al verdetto in videoconferenza dal carcere di Civitavecchia dove è detenuto.
Ma perché girava armato pur sapendo di essere un sorvegliato speciale? Probabilmente il boss temeva di essere ucciso soprattutto dopo l’escalation criminale che ha macchiato di sangue la città di Foggia nel 2022. O forse perché temeva un nuovo agguato nei suoi confronti dopo quello del 2 marzo dello scorso anno a Nettuno in provincia di Roma dove si trovava ai domiciliari.
Quel giorno un uomo fece irruzione nell’abitazione ed esplose colpi d’arma da fuoco verso il boss ma anche verso il figlio minorenne che in quel momento faceva visita al padre. Nonostante le gravi ferite, le vittime scamparono alla morte. Per questa vicenda è stato poi arrestato l’imprenditore edile foggiano, Antonio Fratianni che avrebbe agito per non restituire al clan una somma di circa 600mila euro.
Antonello Francavilla è uno dei pregiudicati più conosciuti della città, coinvolto in numerosi blitz antimafia tra cui Corona, Gotha e Rodolfo, solo per citare i più recenti. Nel corso della sua carriera criminale è stato condannato per mafia, estorsioni, traffico di droga e armi.
Francavilla è genero del boss Roberto Sinesi detto “lo zio”, uno dei capomafia storici di Foggia ed è il fratello maggiore di Emiliano Francavilla, quest’ultimo arrestato insieme ad altre persone per il tentato omicidio di Antonio Fratianni.
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