Nel Foggiano nasce la filiera del cotone. La sfida di due giovani imprenditori: “Capitanata tornerà prima in Italia”

“Abbiamo iniziato con tre ettari, poi sei, quest’anno siamo arrivati a coltivare 50 ettari di cotone con l’auspicio di far tornare la Capitanata prima provincia italiana per produzione di cotone come sessanta anni fa”

In provincia di Foggia finalmente si punta alla diversificazione dell’agricoltura. Non più solo e sempre grano duro, ma da oggi anche la coltivazione tradizionale del cotone. A puntare su questa coltura due giovani imprenditori di San Marco in Lamis, Michele Steduto e Pietro Gentile. Il cotone per creare una redditizia filiera produttiva da utilizzare non solo nella moda e in agricoltura, ma in farmaceutica, cosmesi, zootecnia e nella produzione di biomassa vegetale.

“Questo è il terzo anno – spiega Michele Steduto dell’azienda Gest – che portiamo avanti questo progetto. Abbiamo iniziato con tre ettari, poi sei, quest’anno siamo arrivati a coltivare 50 ettari di cotone con l’auspicio di far tornare la Capitanata prima provincia italiana per produzione di cotone come sessanta anni fa. Quest’anno abbiamo prodotto più di 100 balle di cotone puro destinati in parte al comparto dell’abbigliamento per realizzare camice, polo e t-shirt  prodotti in Italia, mentre il cotone in eccesso lo diamo ai grandi brand di moda come Barberi, Armani  e Gucci”.

Il cotone può essere coltivato ovunque nel Foggiano, al momento troviamo campi di cotone biologico nei terreni di San Paolo Civitate, Casalnuovo Monterotaro, Apricena, Lesina, Torremaggiore e San Severo. Vantaggi economici? “Tanti – aggiunge Steduto -, oggi spendiamo 1500 per coltivare un ettaro di cotone con una resa in campo che si attesta intorno ai 37/40 quintali con un contratto di filiera sottoscritto a 100 euro al quintale, pertanto su 40 quintali un agricoltore ricaverebbe 4000 euro con 2500 euro di guadagno pulito che oggi non sono affatto pochi rispetto alle colture tradizionali”.



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