Soumahoro, membro Lega Braccianti: “Su di noi solo bugie. Abou non capisce perché lo stanno colpendo”

“Noi lo chiamiamo spesso e lui ci aiuta sempre. Anche quando è morto un ragazzo bruciato nell’incendio di una baracca”. Le parole di Issa

“Tutto quello che si sta raccontando sulla Lega Braccianti sono solo bugie per colpire Aboubakar Soumahoro per motivi legati alla politica: non esiste violenza nel campo di Torretta Antonacci, non c’è nessun esercito armato, siamo solo un’associazione che aiuta i braccianti, ci aiutiamo l’un latro”. A parlare è Zare Issa, membro della Lega Braccianti, l’associazione fondata dall’onorevole Aboubakar Soumahoro, al centro delle polemiche dopo le indagini su presunti illeciti in alcune cooperative per l’aiuto ai migranti gestite da sua moglie e sua suocera. Zare sottolinea che grazie ad “Abou” i braccianti hanno “avuto finalmente un po’ di dignità” nella provincia di Foggia. Lui, ricorda, si è “battuto per noi, prima di lui non avevamo neppure l’acqua potabile qui a Torretta Antonacci, mentre oggi abbiamo anche i container dove dormire”. “Qui i migranti, compresi quella che fanno parte della Lega Braccianti – evidenzia – si svegliano alle tre del mattino e si spaccano la schiena per ore a lavorare nelle campagne, non hanno tempo di fare nulla di tutto quello di cui vengono accusati”.

Quanto a Soumahoro, precisa di averlo sentito al telefono: “Mi ha detto che non sa perché vogliono colpirlo, perché lo stiano attaccando così”, spiega Zare ricordando l’aiuto ricevuto da tutti i braccianti: “Soumahoro noi lo chiamiamo spesso e lui ci aiuta sempre. Anche quando è morto un ragazzo bruciato nell’incendio di una baracca nessuno di noi aveva i soldi per mandare la salma in Africa e lui immediatamente ci ha aiutato”. “Qui – aggiunge – perdiamo vite umane, non abbiamo tempo per metterci a litigare con i sindacati e a fare altro”. Parlano anche di “caporalato e dicono che si affittano i container avuti dalla Regione Puglia: sono cose che non potremmo mai accettare”. “Quello che posso assicurare – conclude – è che grazie ad Aboubakar, abbiamo tutti una vita migliore”. (Ansa)



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