Indagata la suocera di Soumahoro, ispettori nelle coop. La denuncia: “Senza contratto, pagato due volte in due anni”

All’inchiesta giudiziaria si aggiungono gli accertamenti dell’Ispettorato del lavoro. L’Alleanza Verdi e Sinistra ora vuole togliersi ogni possibile dubbio sul suo parlamentare e chiede chiarimenti

Marie Therese Mukamitsindo, la suocera del deputato Aboukabar Soumahoro, è indagata dalla Procura di Latina. Il fascicolo, che riguarda due cooperative pro-migranti della provincia pontina, è aperto per malversazione. E oltre all’inchiesta giudiziaria oggi è emerso anche che da mesi sono in corso accertamenti dell’Ispettorato del lavoro. L’Alleanza Verdi e Sinistra, partito che ha candidato l’ex sindacalista simbolo della lotta dei braccianti, ora vuole togliersi ogni possibile dubbio sul suo parlamentare e sollecita “risposte”. Al centro le supposte irregolarità che riguardano le cooperative Karibu e Consorzio Aid, riferibili alla suocera e alla moglie di Soumahoro, finite sotto la lente della Guardia di Finanza per presunti mancati pagamenti ai dipendenti e contratti non regolari. Il caso però, già delicato di per sé, lo diventa ancora di più perché lambisce – sebbene risulti estraneo ai fatti – un personaggio politico come Soumahoro, paladino dei braccianti contro il caporalato. Alcuni ex ospiti nelle strutture gestite dalle coop in interviste alla stampa parlano di “condizioni di vita inaccettabili”. Accuse, seppur ancora non provate, troppo pesanti per essere ignorate.

“Come abbiamo detto – ha dovuto ribadire oggi il leader di SI Nicola Fratoianni – incontreremo in queste ore Soumahoro per un confronto. Penso che si debba sempre tenere distinta, in molto netto, la vicenda giudiziaria, che peraltro pare che neanche lo coinvolga direttamente, e la dimensione della politica che riguarda le questioni del diritto del lavoro. E su questo io credo sia giusto avere un confronto diretto. Quando lo avremo avuto nelle prossime ore ognuno farà delle valutazioni”. Le prime segnalazioni di una trentina di lavoratori delle coop erano state raccolte a giugno dalla Uiltucs di Latina, che oggi si chiede, per voce del segretario Gianfranco Cartisano, “dov’erano gli enti, e la politica in generale?”. Già da allora però la Guardia di Finanza aveva acceso il suo faro, e oggi è emerso che anche l’Ispettorato nazionale del lavoro “da mesi” porta avanti accertamenti sulle due cooperative, e gli atti sarebbero “in via di conclusione”.

Parallelamente al lavoro della Procura di Latina prosegue quello del sindacato per cercare di far pagare i lavoratori. Le coop si sono finora difese spiegando che anche loro sarebbero in attesa dei trasferimenti da parte degli enti locali, ed è per questo che le buste paga non sarebbero state emesse. Per quattro lavoratori di Aid intanto è stato già formalmente attivato dalla Prefettura di Latina, il 10 novembre, l’intervento sostitutivo per il pagamento delle retribuzioni, che si utilizza per i datori di lavoro insolventi, mentre solo ieri si è trovato in Ispettorato un accordo per una lavoratrice che rivendicava 8mila euro dalla Karibu di Mukamitsindo, presente all’incontro. Il 29 si discuterà di “due lavoratori non contrattualizzati” afferma Cartisano ma anche di una dipendente che non riceverebbe lo stipendio e le relative tredicesime da gennaio 2020 e di cui la Karibu ieri non è riuscita a produrre né buste paga né bonifici.

Continuano intanto le testimonianze come quella sul Corriere della Sera di un ingegnere marocchino che avrebbe lavorato “senza contratto” per la suocera di Soumahoro e che sarebbe stato pagato “due volte in due anni” ma che soprattutto accusa la “grave situazione” in cui vivevano i minori ospitati: poco cibo e niente pocket money. Ombre che si aggiungerebbero al racconto di ieri del direttore della Caritas di San Severo (Foggia), una zona dove Soumahoro è di casa: dubbi su una raccolta fondi per dei minori, frecciate su “un sindacalista che viene da fuori, urla, fa i selfie e magari costruisce una carriera politica”. (Ansa).

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