Il ruolo dei farmacisti nell’era post Covid per la salute consapevole. A Foggia la lezione di Apoteca Natura

Ogni farmacia, anche quelle che non hanno offerto lo spazio per i tamponi, è chiamata ad una qualità del servizio sempre più alta e nuova, qualificandosi come un canale orientato alla salute consapevole del cittadino utente

Dopo due anni di pandemia si può ben dire che il ruolo delle farmacie nelle città si sia completamente modificato. Esse infatti sono diventate dei punti di ascolto che vanno al di là della logica del “drugstore” ossia delle grandi superfici discount. Ogni farmacia, anche quelle che non hanno offerto lo spazio per i tamponi, è chiamata ad una qualità del servizio sempre più alta e nuova, qualificandosi come un canale orientato alla salute consapevole del cittadino utente.

Nasce con questo intento l’incontro formativo di Foggia dedicato ai farmacisti organizzato dal responsabile territoriale Aboca – Apoteca Natura Vittorio Triggiani con i due formatori aziendali Riccardo Chierchini e Giuseppe Porco.

Dove va la farmacia post Covid? Nei due anni pandemici con il Gruppo Aboca il cui fatturato era rappresentato per il 35% da prodotti per la cura di patologie respiratorie completamente arrestatosi con i lockdown, le farmacie hanno accolto l’idea di avere delle relazioni e di tramutarsi in una community, dove è forte l’attenzione per ogni singola persona. «Oggi la missione di ogni farmacia e a maggior ragione quelle a brand Apoteca Natura, è soddisfare i bisogni di salute delle persone nel rispetto dell’equilibrio fisiologico e dell’ambiente. Noi parliamo di community pharmacy e a tal fine collaboriamo con le principali istituzioni e associazioni scientifiche», spiega Cocco.

Da una etica tradizionale con la ricetta, poi si è passati ad un imprinting commerciale con la farmacia specializzata. Il focus è avere i prodotti esposti con la leva del prezzo. Apoteca Natura sposta il focus dai prodotti alla presa in carico della persona con la variabile chiave della relazione.

Dalle merci alle persone, dunque. “Perché facciamo i farmacisti? Perché vogliamo prenderci cura delle persone, oggi serve sempre offrire servizi di autodiagnosi e prevenzione, con consigli integrati da parte dei farmacisti. Non vendere per creare valore, ma creare valore per vendere, è uno degli slogan di chi ha una farmacia. Il valore è anche promuovere il concetto naturale nel rispetto della persona e dell’ambiente”, hanno rimarcato i formatori.

La solo Apoteca Natura ha 27 referenze e 10 mondi di salute e permette al farmacista di fidelizzare la sua clientela grazie a prescrizioni mirate e a tre livelli differenti di affiliazione.

95 farmacisti tutti già affiliati hanno raccolto l’invito di Triggiani, per il primo grosso evento farmaceutico post pandemia, con un investimento aziendale molto forte.

Alcune farmacie del territorio si sono già trasformate in Centri Salute. «Hanno lavorato tantissimo, c’è stato uno stress estremo per i farmacisti, ma oggi il loro ruolo è cambiato profondamente. Le farmacie sono un vero e proprio punto di ascolto presente e devono essere sempre più avanzate», rileva il capo area.

Tra quelle già Centri Natura la Farmacia del Corso di Cerignola di Gianni Ruocco, la Farmacia San Michele di Foggia e la Farmacia Serrati’ di Manfredonia.



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