Ahi Ahi Splendido, contatti tra il candidato leghista e un affiliato alla mafia foggiana. “Aiuto tutti nella legalità”

Il nome del politico collegato a quello di Stefano Mucciarone della batteria Trisciuoglio. Al giornale “Domani” spiega: “Se avessi provato a trovargli un lavoro che male c’è. Ho fatto tanto bene”

Ancora relazioni inopportune nel mondo politico di Foggia. Dopo lo scioglimento per mafia dell’amministrazione comunale del sindaco leghista Franco Landella, “assolto” da Salvini su precisa domanda de l’Immediato, adesso spuntano legami quantomeno borderline tra un altro esponente del Carroccio, Joseph Splendido e Stefano Mucciarone coinvolto anni fa in inchieste antimafia, ritenuto dagli inquirenti tra i membri della batteria Trisciuoglio-Prencipe-Tolonese. Il quotidiano “Domani” fa riferimento ad un atto giudiziario che collega il leghista, candidato di punta di Matteo Salvini alle Politiche del 25 settembre nel collegio plurinominale della Camera Puglia 01 (Foggia-Bat), al noto pregiudicato 52enne. Mucciarone venne condannato in via definitiva, per associazione mafiosa, a 10 anni e 10 mesi di reclusione nel processo “Poseidon” del 2009. L’uomo, uno dei fedelissimi del boss Federico Trisciuoglio alias “Enrichetto lo Zoppo”, era specializzato nel traffico di stupefacenti.

Stefano Mucciarone

Anche se non indagato, gli inquirenti hanno scandagliato “le relazioni interpersonali” del leghista al fine di “comprenderne” eventuali “oscure trame in gioco”. Ebbene, le carte raccontano di uno Splendido forse troppo vicino a Mucciarone. Negli atti di un’inchiesta della procura distrettuale di Bari è scritto che il politico intrattiene con l’affiliato del clan “inspiegabili connessioni”. Il leghista avrebbe speso “la sua influenza politica” per trovargli un posto di lavoro e, “tenendolo sotto la sua ala protettiva, continuava ad accompagnarlo anche nella sua vita lavorativa, intervenendo a ogni richiesta d’aiuto“, riportano le carte.
Mucciarone avrebbe contraccambiato occupandosi di “reperire l’auto che il politico voleva regalare al proprio figlio, accettando di fatto, che nelle more dell’acquisto, il suo discendente circolasse con una macchina presa in prestito da un pluripregiudicato come Mucciarone”.

Il 52enne – ricorda “Domani” – fa parte di una famiglia che conta. È imparentato con Salvatore Prencipe detto “Piede veloce”, per anni uno dei capi del clan omonimo prima di uscire definitivamente dal giro.
Splendido è stato contattato dalla testata per un chiarimento. All’inizio ha riferito di non ricordare chi sia Mucciarone, poi la memoria gli sarebbe in parte tornata: “Non lo vedo da un anno e mezzo, lui mi lasciò una macchina da provare e poi non la comprai, può darsi che questa persona si chiamasse Stefano, ma non ricordo se fosse Mucciarone. Lui aveva la macchina che faceva per mio figlio. Me la fece provare, ma poi non l’abbiamo presa perché aveva troppi chilometri”.
Mentre sul fatto di avergli trovato un lavoro ha dichiarato: “Io quando posso aiuto tutti, nella legalità. Ho tanti curriculum sulla mia scrivania. Se avessi provato a trovargli un lavoro che male c’è. Non ricordo se l’ho fatto con lui. Ho fatto tanto bene, ma non ricordo la persona specifica”. (In alto, Salvini e Splendido)

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