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Home - Agguato al Luna Park, anche il sospettato vittima di aggressione. Intanto il vescovo fa visita ad uno dei duellanti

Agguato al Luna Park, anche il sospettato vittima di aggressione. Intanto il vescovo fa visita ad uno dei duellanti

Di Redazione
4 Settembre 2022
in Cronaca
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Mentre a Orta Nova sembra già chiuso il caso dell’omicidio di Andrea Gaeta, a Manfredonia la polizia pare ancora in altomare per la vicenda della sparatoria al Luna Park nella notte tra il 31 agosto e l’1 settembre. Al momento non risultano provvedimenti giudiziari per l’agguato al 46enne Giovanni La Torre, ma solo un sospettato, il 24enne Michele Vairo.

Anche qui, come per Orta Nova, tutto sarebbe scaturito da futili motivi. Si parla di uno scontro tra Vairo e il figlio di La Torre per ragioni sentimentali. Successivamente sarebbe intervenuto il 46enne allo scopo di affrontare Vairo. Davanti agli inquirenti il 24enne si sarebbe difeso sostenendo la tesi di un’aggressione ai suoi danni a colpi di coltello.

Infine, al Luna Park, dove Vairo possedeva una bancarella di bevande, la resa dei conti. Il giovane, preoccupato dalla presenza di La Torre, si sarebbe procurato una pistola per poi sparare alle gambe del rivale nonostante la presenza di centinaia di persone tra cui bambini e famiglie.

Nel frattempo il vescovo Franco Moscone – che era già intervenuto sulla vicenda attraverso una nota stampa evidenziando il valore della legalità – si sarebbe recato dalla vittima per esprimergli solidarietà. Se gli inquirenti accerteranno che sia stato La Torre ad usare per primo le armi, Moscone si recherà anche da Vairo?

I precedenti dei due “rivali”

La Torre, detto “il figlio di Costanzo”, macchiaiolo, ovvero originario della frazione “Macchia” di Monte Sant’Angelo, venne arrestato nel 2017 insieme a Giuseppe Impagnatiello detto “Zuridd” e a Mario Scarabino alias “Lo zio” quest’ultimo ben noto all’antimafia per una lunga serie di reati. Scarabino fu coinvolto anche nella maxi operazione “Iscaro-Saburo” contro la mafia garganica ed è zio materno di Pasquale Ricucci detto “Fic secc” il boss del clan Lombardi-Ricucci-La Torre ucciso l’11 novembre 2019 proprio davanti alla sua abitazione di Macchia. Scarabino e Impagnatiello figurano anche tra gli indagati di “Omnia Nostra”, blitz del dicembre scorso contro il clan in questione, egemone tra Manfredonia, Macchia e Mattinata, con diramazioni a Vieste grazie all’alleanza con il clan Raduano.

La Torre, Impagnatiello e Scarabino furono fermati dai carabinieri nel 2017 accusati di aver messo in atto una sorta di “spedizione punitiva” ai danni di un giovane di Mattinata che il giorno dopo avrebbe testimoniato contro il mattinatese Andrea Quitadamo detto “Baffino junior”, all’epoca elemento di rilievo del gruppo Lombardi-Ricucci-La Torre, oggi collaboratore di giustizia.

Vairo, invece, fu arrestato nel 2018 con l’accusa di appartenere ad una gang di 20enni che ripuliva le abitazioni degli anziani. Con Vairo venne beccato anche Tommaso Tomaiuolo, 26 anni, ritenuto dagli inquirenti vicinissimo ad Enzo Miucci detto “U’ Criatur”, reggente del clan dei montanari Li Bergolis-Miucci-Lombardone, rivale storico dei Lombardi. Vairo e Tomaiuolo, insieme ad altra persona, vennero inoltre accusati a vario titolo, sempre nel 2018, dei reati di detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo, ricettazione, favoreggiamento reale e personale. (In alto, La Torre e Vairo; sullo sfondo il Luna Park di Manfredonia)

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Tags: Luna Park
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