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Home - Mafia Vieste, presi i ragazzi del clan Notarangelo. Erano pronti a commettere qualcosa di molto grave

Mafia Vieste, presi i ragazzi del clan Notarangelo. Erano pronti a commettere qualcosa di molto grave

Di Francesco Pesante
18 Aprile 2018
in Cronaca, Immediato TV
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Stangata ai ragazzi terribili del clan Notarangelo, oggi guidato da Girolamo Perna. Arrestati Tommaso Tomaiuolo, 22enne di Manfredonia, Michele Vairo, 20enne di Manfredonia e Raffaele Quitadamo, 25enne di Monte Sant’Angelo. Nonostante il loro raggio d’azione fosse quello tra Manfredonia e Mattinata, i tre soggetti si spingevano spesso verso Vieste, centro nevralgico della guerra di mafia tra gli “scissionisti” guidati da Marco “faccia d’angelo” Raduano e, appunto, i Notarangelo. Il gip Carusillo dei tre scrive: “Spregiudicatezza, lucidità e grossa esperienza criminale”. Parole che danno bene l’idea dello spessore degli arrestati che nonostante la giovane età erano già ben noti ai carabinieri.

Alle prime ore di oggi, nel territorio dei comuni di Monte Sant’Angelo e Manfredonia, i Carabinieri della Compagnia di Manfredonia – coadiuvati dai Cacciatori degli Squadroni Eliportati di “Calabria”, “Sicilia”  e “Sardegna” e con l’ausilio del 6° Nucleo Elicotteri di Bari – hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei tre (due con misura in carcere e una in regime di arresti domiciliari) ritenuti responsabili a vario titolo e in concorso tra loro dei reati di detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo, ricettazione, favoreggiamento reale e personale. A Tomaiuolo (di recente condannato per minacce e bombe a Manfredonia) viene contestato anche il reato di rapina aggravata in concorso con altra persona già colpita da precedente misura cautelare. L’operazione di servizio ha interessato diverse decine di Carabinieri che hanno contestualmente eseguito numerose perquisizioni in tutta l’area garganica.

Tomaiuolo

Il provvedimento, emesso dal GIP di Foggia su richiesta di quella Procura della Repubblica che ha coordinato con grandissima attenzione le indagini, ha colpito Tomaiuolo per il reato di rapina aggravata in concorso, detenzione, porto e ricettazione di armi comuni da sparo e relativo munizionamento, illegalmente detenute; Vaira per il reato detenzione, porto e ricettazione di armi comuni da sparo e relativo munizionamento, illegalmente detenute; Quitadamo per il reato di favoreggiamento reale e materiale dei primi due. Solo per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari. 

Le indagini sono state incentrate sul gruppo di giovani, di cui fanno parte gli odierni arrestati, ritenuti responsabili di una serie di furti e rapine che sono avvenuti di recente nel centro sipontino (il 9 marzo 2018 sono stati arrestati in flagranza di reato proprio per un tentato furto in abitazione a Manfredonia i tre odierni indagati unitamente ad altri due complici). Le intuizioni dei Carabinieri di Manfredonia, ben presto, hanno trovato riscontro nell’attività investigativa che ha fatto emergere a carico di Tomaiuolo e Vairo responsabilità ancora più gravi. 

Vairo

Proprio dalle numerose attività in corso, infatti, nella tarda serata del 7 marzo 2018, i militari hanno percepito che Tomaiuolo di lì a poco avrebbe dovuto compiere qualcosa di molto grave nella zona di Vieste. Per tale ragione, d’intesa con il Pubblico Ministero titolare del procedimento – immediatamente informato e che ha seguito con grande attenzione l’evoluzione dei fatti – i Carabinieri hanno predisposto immediatamente una serie di posti di controllo lungo il percorso. In Vieste, all’altezza del Lungomare Mattei, è stato fermato e controllato il veicolo sul quale viaggiavano Tomaiuolo e Vairo che, sottoposti a perquisizione personale e veicolare, sono stati trovati in possesso di cinque proiettili cal. 7,65 e un proiettile cal. 9. Gli accertamenti successivi hanno consentito di appurare che i due giovani, resisi conto del posto di controllo e della possibilità di essere fermati, si sono liberati delle due pistole lanciandole dal finestrino, con la chiara intenzione di procedere successivamente al loro recupero, cosa che effettivamente hanno provato a fare con  l’aiuto di Quitadamo. Le armi, invece, sono state trovate all’alba dai Carabinieri di Manfredonia unitamente ai Cacciatori di Calabria e Sicilia dopo un accurato rastrellamento. Si trattava di due pistole semiautomatiche marca Beretta, cal. 9 e cal. 7,65, entrambe con matricola abrasa, perfettamente funzionanti, cariche di otto cartucce e con il “colpo in canna”. 

Quitadamo

Gli ulteriori approfondimenti investigativi hanno poi consentito di accertare la partecipazione di Tomaiuolo alla rapina perpetrata il 18 febbraio 2017 a Monte Sant’Angelo, dove tre persone, di cui una armata di pistola, facevano irruzione presso la gioielleria “Dei Nobili” e, dopo aver minacciato e percosso la titolare procurandole anche lesioni personali, si impossessavano dei gioielli contenuti nella cassaforte, per un valore di circa 200.000 euro, dandosi a repentina fuga. In breve tempo furono raccolti elementi di reità a carico di Carmine Maiorano, il quale dopo l’evento delittuoso è rimasto a lungo irreperibile, fino al 28 marzo 2017, quando è stato arrestato dai Carabinieri in Contrada Piano Piccolo di Vieste, nei pressi dell’abitazione di un noto pregiudicato del posto. Nella circostanza Maiorano, oltre che per la rapina, fu arrestato anche perché trovato in possesso di una pistola Tanfoglio modello GT 23, con matricola abrasa, carica e di altre di 48 cartucce calibro 22 (condannato all’esito del rito abbreviato per quel fatto a quattro anni di reclusione ed euro 1.000 di multa).

Rilevante, oltre alla facile disponibilità di armi da fuoco, il coinvolgimento in gravi fatti che hanno investito l’ambito criminale garganico come la rapina alla gioielleria “Dei Nobili” di Monte Sant’Angelo e il ferimento di Tomaiuolo in occasione dell’omicidio, avvenuto  il 27 luglio scorso in Vieste, di Omar Trotta, anch’egli appartenente alla medesima compagine criminale. 

L’Arma dei Carabinieri, unitamente alle altre Forze di polizia, sta conducendo al fianco della Procura della Repubblica di Foggia, della Direzione Distrettuale di Bari e della Prefettura di Foggia una lotta senza tregua ai gruppi criminali che stanno insanguinando da anni la provincia e in particolare il Gargano e che stanno danneggiando tutti quei cittadini onesti che meritano la piena restituzione del loro territorio. Quello odierno è un ulteriore passo in avanti proprio in questa direzione.

Tags: Clan NotarangelomafiaTomaiuoloVieste
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