Morto sul lavoro, la famiglia dell’operaio Rosciano vuole la verità. Un anno fa la tragedia in un cantiere di San Giovanni

Il 47enne manfredoniano rimase schiacciato da una lastra di calcestruzzo. Procura di Foggia aprì un fascicolo

Un anno fa la morte di Alessandro Rosciano (foto), operaio 47enne, originario di Manfredonia, rimasto schiacciato da una lastra di calcestruzzo in un cantiere di San Giovanni Rotondo. Dopo la tragedia la Procura di Foggia aprì un procedimento penale ed oggi, 365 giorni dopo, la famiglia dell’uomo vuole vederci chiaro e pretende la verità.

Fin da subito i parenti di Rosciano si considerarono persone offese, intenzionate a verificare al meglio le motivazioni che portarono alla morte del povero operaio.

Le analisi sul corpo della vittima stabilirono che la morte sopraggiunse per “politraumatismo corporeo, lesività cranica toracica addominale e arresto cardiocircolatorio”. “Il lavoro è il pane della vita e non la causa della sua fine”, disse l’officiante durante i funerali nella chiesa San Pio di Manfredonia.

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