“In aumento i senzatetto foggiani, non tutti accettano di essere aiutati”. La Marca sul caso di mamma e figlia

L’operatore sociale ha affrontato il tema delle fragilità sociali dopo il video virale delle due donne che dormono su una panchina in centro città

“Nei giorni scorsi, la presenza a Foggia di due donne che dormivano nei pressi della zona Stazione e la solidarietà del titolare di un bar hanno rimesso all’attenzione il tema dei senza fissa dimora e della povertà, dando spazio e dando sfogo ad ‘opinionisti’ e ‘ben pensanti’ pronti a condannare, incriminare e a dare inizio alla campagna elettorale, per poi perdere di vista il vero tema e nodo che è quello dell’aumentare dei poveri e delle fragilità sociali. Ho deciso di dire la mia, in quanto coordino, per il Consorzio Aranea e coop. Arcobaleno, il Pronto Intervento Sociale del Comune di Foggia, attivo da circa due anni, quale servizio essenziale per la comunità”. Inizia così la nota inviata da Domenico La Marca, storico operatore sociale della città.

“In riferimento all’accaduto riportato sui social, il Pronto Intervento Sociale del Comune di Foggia attraverso gli operatori e volontari dei Fratelli della Stazione aveva già intercettato ed invitato le due signore presso il dormitorio e presso i nostri servizi di sportello e mensa, senza avere da loro un positivo riscontro. Tutte le sere i volontari dell’associazione Fratelli della Stazione con nostri operatori svolgono un servizio importante presso la zona Stazione: offrono ai tanti senza fissa dimora qualcosa da mangiare, da bere e, quando serve, coperte o sacchi a pelo per la notte, orientandoli presso i nostri sportelli o, in caso di emergenza, accogliendoli in dormitorio. Grazie a loro, alle forze dell’ordine, alla Polfer, alla segnalazione di cittadini al nostro numero verde 800 94 22 45 e dei servizi sociali del Comune di Foggia, il Pronto Intervento sociale cerca di dare risposta ai bisogni essenziali (dormire, mangiare, lavarsi), offrendo loro possibilità di essere accolti in dormitorio e orientandoli presso la mensa della Parrocchia Immacolata o provvedendo per la mensa”.

La Marca evidenzia che “sono tante le storie di vita che ogni giorno incrociamo e a cui si risponde. La comunità territoriale, la solidarietà dei cittadini sono fondamentali nel nostro lavoro, ma più di tutto è la volontà di chi si trova in uno stato di bisogno. Non è sempre scontato che un senza fissa dimora accetti di venire in dormitorio o di attivare un percorso di aiuto. L’incontro, l’ascolto sono importanti per creare una relazione di fiducia. Il Pronto Intervento Sociale è presente da circa due anni. È un lavoro straordinario che viene portato avanti da operatori sociali, mediatori culturali, assistenti sociali ogni giorno. Sicuramente sono cresciute la povertà e le fragilità a Foggia e sono aumentati i senza fissa dimora cittadini italiani residenti a Foggia, ma anche non residenti a Foggia. In quasi due anni, sono stati presi in carico più di 400 persone, di cui circa 100 cittadini italiani. Nei nostri dormitori (maschili e femminili), dove attualmente sono accolti 12 senza fissa dimora di cui 4 cittadini italiani, sono state accolte oltre 200 persone. Insieme all’equipe dei Servizi Sociali del Comune e sulla base dei bisogni emersi, si cerca di avviare un percorso verso l’ inclusione. La città di Foggia oggi più che mai ha bisogno di giustizia sociale, di solidarietà. Pertanto con l’occasione ringrazio i tanti cittadini che, nel loro piccolo, svolgono ‘buone azioni quotidiane’ in favore dei più fragili e più poveri, non girando la testa o facendo finta di niente. Ringrazio quanti in questi mesi ci hanno aiutato segnalando situazioni difficili, hanno sostenuto i dormitori portando vestiti e prodotti per l’igiene. Ringrazio la Polfer, le forze dell’ordine e lo staff dei Servizi Sociali del Comune di Foggia, i volontari dell’Associazione Fratelli della Stazione, la Parrocchia Gesù Maria, Parrocchia Sacro Cuore, Caritas, Immacolata, S.Pio X e altre realtà della diocesi perché abbiamo appreso che solo valorizzando le risorse di un territorio con i cittadini diventiamo protagonisti di un progetto-culturale di rigenerazione della comunità”.



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