Mafia Gargano, famiglia Scirpoli ai raggi X. Rispunta l’affare tra boss e giudice per l’acquisto di un terreno

Su ordine della DDA, i carabinieri del Nucleo Anticrimine hanno recuperato atti e informazioni sulla “capacità finanziaria” del capoclan mattinatese detto “Il lungo”. Tra i soci la sorella Libera, ex segretaria Pd

Francesco Scirpoli ai raggi X. Procura antimafia e carabinieri hanno acceso i riflettori sugli affari del 40enne mattinatese, ritenuto dagli inquirenti uno degli uomini di vertice della criminalità garganica. Scirpoli, detto “Il lungo” per la sua altezza, è ora in carcere dove sta scontando una condanna di oltre 8 anni per l’assalto ad un portavalori; inoltre, a dicembre scorso è stato coinvolto nella maxi operazione antimafia “Omnia Nostra”. Un personaggio in ascesa, un tempo alleato di Mario Luciano Romito, il boss di Manfredonia ucciso nella strage di San Marco in Lamis del 2017. Stando al pentito Antonio “Baffino” Quitadamo, anche quest’ultimo di Mattinata, Scirpoli avrebbe preso le redini del clan insieme ad altri volti noti del crimine organizzato: “Dopo la morte di Mario Luciano Romito – le parole di “Baffino” – su Mattinata gli è subentrato Francesco Scirpoli. Su Manfredonia Ricucci e Lombardi. Il gruppo si occupava di rapine a portavalori, droga, estorsioni, appalti anche su lavori pubblici. Questi ultimi soprattutto grazie ai fratelli D’Ercole Lorenzo, Antonio e Leonardo. Il gruppo ha commesso numerosi omicidi”.

Negli ultimi mesi, le attenzioni degli inquirenti su Scirpoli si sono concentrate sulla sua attività lavorativa. L’uomo risulta “titolare – riportano le carte dei carabinieri del Ros – di omonima impresa individuale per la coltivazione di frutti oleosi”. È inoltre “rappresentante legale o di fatto socio amministratore della Aurora Società Agricola” che si occupa di allevamento di bovini e bufalini da carne. Con lui in società la madre e la sorella Libera Scirpoli, ex segretaria del Pd di Mattinata ed attuale compagna del sindaco di Manfredonia, Gianni Rotice.

Scirpoli, come emerso nelle carte di “Omnia Nostra”, acquistò un terreno da un giudice, vicenda che – secondo gli inquirenti – avrebbe celato un accordo corruttivo: per questo motivo, l’analisi dei rapporti creditizi del mattinatese è finalizzata a verificare la provenienza delle provviste utilizzate per l’acquisto da parte dello stesso Scirpoli, in qualità di amministratore unico della Aurora, del terreno agricolo di una nota famiglia locale, riconducibile a questo anziano togato oggi in pensione. Si trattò di un’operazione da 400mila euro suddivisi per la prima metà in assegni e bonifici versati a favore del giudice e dei suoi parenti.

La restante somma a saldo del pagamento del terreno viene pagata tramite mutuo fondiario di 200mila euro stipulato il 30 settembre 2016 da un notaio di Manfredonia alla presenza di Scirpoli, della madre e della sorella (fideiussora). Mutuo con scadenza 30 settembre 2031 di 30 rate semestrali dell’importo di 7978 euro. Emerge inoltre che la provvista per coprire gli assegni è formata da un assegno circolare di 10mila euro e un bonifico di 8mila euro. “Relativamente all’assegno circolare di 10mila euro – evidenziano i carabinieri – emesso dalla Bpm all’ordine della Aurora, da accertamenti effettuati presso l’istituto di credito si acclarava che tale titolo era stato emesso dallo stesso Scirpoli come da distinta acquisita. Operazione avvenuta – si legge ancora nelle carte degli inquirenti – mediante versamento per cassa della somma di 10mila euro e, dai conti correnti, non risultano prelievi per tale importo. L’operazione tracciata con l’emissione di un assegno circolare la cui provvista non è in alcun modo giustificabile”. Riguardo al suo ruolo in Aurora, i carabinieri del Ros scrivono che Scirpoli rimase amministratore unico fino all’11 aprile 2019, giorno in cui venne sostituito dalla moglie a seguito delle sue “dimissioni”.

C’è poi la società Tor di Lupo di Fabio Scirpoli & Co sas. Soci Fabio Scirpoli (padre di Francesco), la moglie e la figlia Libera. “La società – riportano gli inquirenti – gestisce un lido e un parcheggio auto a ridosso delle spiagge di Mattinata, in località Funni, dove la famiglia possiede un appezzamento di terreno attiguo a quello acquistato dalla famiglia del giudice che successivamente prendeva in affitto dalla Aurora”. A parere dei carabinieri “si può facilmente evincere il bonifico di 6mila euro in entrata proveniente dalla Tor di Lupo con la causale ‘pagamento fitto terreno anno 2017’ quindi il versamento di assegni circolari (lo stesso giorno del bonifico) e un ulteriore bonifico di 600 euro proveniente dai genitori di Scirpoli a raggiungimento della somma utile per pagamento della rata del mutuo fondiario per l’acquisto del terreno pari a 7980 euro”.

Queste e altre informazioni sono state acquisite dal Nucleo Anticrimine su ordine della procura antimafia di Bari, pm Ettore Cardinali, specializzato nel contrasto alla criminalità organizzata garganica. Un intervento ritenuto necessario per scandagliare la “capacità finanziaria del sodale Scirpoli”, periodo di monitoraggio dall’1 gennaio 2010 alla fine del 2020. L’attenzione verso i nuovi assetti della malavita garganica resta molto alta da parte della DDA barese. Monitora la situazione anche il prefetto di Foggia, Carmine Esposito, soprattutto sull’asse Mattinata-Manfredonia, due Comuni sciolti per mafia tra il 2018 e il 2019. (In alto, Scirpoli e un giudice; a destra, il prefetto Carmine Esposito e il capo della DDA Roberto Rossi; sullo sfondo, Mattinata)

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