Monteleone di Puglia diventa capitale dell’accoglienza. Il piccolo borgo foggiano ospita chi fugge dalle guerre

L’ultimo tassello, aggiunto al mosaico, l’inaugurazione dell’Ufficio di coordinamento dei servizi di accoglienza integrata

Monteleone di Puglia capitale dell’accoglienza. Il piccolo borgo dei Monti Dauni è ormai diventata la porta del mondo, accogliendo tanti ragazzi che sfuggono dalle varie guerre. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Campese e dal vice Lino Rigillo ha sempre puntato sulle politiche sociali, tanto da essere inserita nell’elenco delle città più accoglienti d’Italia. L’ultimo tassello aggiunto al mosaico, l’inaugurazione dell’Ufficio di coordinamento dei servizi di accoglienza integrata. L’ufficio nasce dopo l’aggiudicazione di un bando emanato dal Ministero degli Interni, al quale il Comune di Monteleone ha partecipato rientrando in graduatoria. Monteleone si conferma luogo dell’accoglienza, uno dei comuni pugliesi che ha accolto tanti richiedenti asilo e rifugiati.

Ad oggi nel piccolo borgo dei Monti Dauni ci sono già 25 beneficiari nella categoria ordinari che accoglie persone singole, famiglie o nuclei monoparentali, e 16 nella categoria minori stranieri non accompagnati. Con questo bando si aggiungono altri 30 individui fuggiti dall’Afghanistan. E sempre il comune di Monteleone ha inoltrato richiesta per ospitare complessivamente altri 70 profughi ucraini suddivisi tra Accadia (20), Deliceto (20), Sant’Agata (20), Anzano (5) e Savignano Irpino (5). A Monteleone in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’ufficio di coordinamento sono giunti anche la responsabile del servizio centrale SAI, Virginia Costa e il vice presidente nazionale delle ACLI, Antonio Russo.

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