La fontana è un immondezzaio, “adesso la misura è colma”. Sindaco del Foggiano sbotta contro gli incivili

È trascorso circa un mese dalla sistemazione e pulizia della fontana di Piazza Giovanni Paolo II a Carapelle, ma è stato necessario già un nuovo intervento

Da tempo il decoro della fontana di Carapelle è al centro delle attenzioni degli amministratori. Non bastano delle ricorrenti pulizie straordinarie per consentire alla struttura di Piazza Papa Giovanni Paolo II di rimanere in condizioni accettabili. Questo perché alcuni incivili continuano a gettare dei rifiuti all’interno della stessa, con l’acqua che diventa di colore verde e inizia ad emanare un cattivo odore. Dopo l’ultimo intervento di bonifica il sindaco ha iniziato a minacciare multe salatissime e sanzioni.

“È trascorso circa un mese dalla sistemazione e pulizia della fontana di Piazza Giovanni Paolo II” – affermano dall’amministrazione comunale di Carapelle -. “Oggi, prima che i volontari della CISA (che ringraziamo) intervenissero per ripulirla, versava già in pessime condizioni. Prima che i soliti reporter e documentaristi di cui la nostra comunità abbonda si affrettino a pubblicare il consueto reportage in salsa polemica , questa volta denunciamo noi per primi. Denunciamo e condanniamo l’inciviltà, lo scarso senso di appartenenza civica e la maleducazione di alcuni cittadini”.

Sono stati i volontari della CISA a rimettere le cose in ordine, a raccogliere i rifiuti dopo l’ultima segnalazione. Ma adesso gli amministratori minacciano di ricorrere alle maniere forti, dopo gli appelli bonari. “Finora abbiamo lasciato correre perché in fondo in fondo gli incivili in questione sono per lo più ragazzini e si è preferito fino a oggi invitare al rispetto del patrimonio pubblico e fare appello all’educazione da impartire, adesso però la misura è colma” – sottolinea il sindaco -. “Da oggi in poi la vigilanza e la sorveglianza sulle strutture non faranno più sconti a nessuno. Speriamo che il denaro e le multe facciano maggiore effetto sui genitori di questi ragazzi di quanto non lo abbiano fatto le esortazioni e gli appelli bonari”.



In questo articolo: