Mafia e racket a Foggia, oltre 40 anni di galera per “Big Jim”, “Ciruzzo” e altri tre imputati. Le condanne di “Corona”

Inflitte pene a Ciro Stanchi, Ciro Imperio, Luigi Carella, Francesca Viggiano e Michele Ragno. Si chiude il primo grado di uno dei filoni del maxi processo scaturito dal blitz del 2013

Parola fine per uno dei filoni del processo di primo grado “Corona”, blitz antimafia del 2013. Per la maggior parte degli imputati il procedimento si è ampiamente concluso, ma cinque persone erano ancora alla sbarra nel Tribunale di Foggia. Per loro inflitto un totale di oltre 40 anni di carcere. 13 anni per estorsione al 49enne Ciro Stanchi detto “Big Jim”. Vittima del racket un noto costruttore edile al quale fu piazzata anche una testa di agnello sul pianerottolo della propria abitazione.

Inflitta una pena di 5 anni per possesso di una pistola al 60enne Luigi Carella, 3 anni e 6 mesi alla 48enne Francesca Viggiano per concorso nella detenzione di due pistole e 7 anni e 11 mesi per riciclaggio al 46enne Michele Ragno. Infine, 12 anni a Ciro Imperio alias “Ciruzzo Pisciacch”, 55enne, nome storico della malavita foggiana, per concorso nel tentativo di estorsione a un imprenditore. Imperio, un tempo cassiere della mala, è tra i pregiudicati citati nella recente relazione di scioglimento del Comune di Foggia. A lui il prefetto riconduceva il controllo dei bagni pubblici in città. Nelle carte dell’inchiesta, Carella e Ragno vennero indicati dagli inquirenti come “elementi trasversali” dei gruppi criminali locali.

In “Corona”, la Corte d’Appello di Bari condannò alcuni pezzi da novanta della “Società Foggiana”, membri delle batterie Sinesi-Francavilla, Moretti-Pellegrino-Lanza e Trisciuoglio-Tolonese. Pene tra 4 e 9 anni furono inflitte ad Emiliano ed Antonello Francavilla, Mario Lanza, Francesco Sinesi, Federico, Giuseppe e Fabio Trisciuoglio ed Ernesto Gatta. Le accuse: mafia, estorsioni, armi, minacce e maltrattamenti.

Nell’ambito dell’inchiesta emerse il sistema estorsivo ai danni di importanti imprenditori foggiani, molti dei quali incapaci di denunciare i propri aguzzini, ma anche il racket ad attività medio-piccole della città. Nel blitz del 2013 vennero arrestate 23 persone, 78 indagate e 38 gli imputati per oltre 50 capi d’imputazione. (In alto, una foto tratta dal video dell’operazione “Corona” del luglio 2013)

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