• Contatti
domenica 19 Luglio 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - Cassiere della mafia foggiana “controllava” i bagni pubblici della città. I rapporti del Comune con “il cartello”

Cassiere della mafia foggiana “controllava” i bagni pubblici della città. I rapporti del Comune con “il cartello”

Di Francesco Pesante
29 Novembre 2021
in Inchieste
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

C’è anche il settore dei bagni pubblici nella lunga relazione di scioglimento per mafia del Comune di Foggia. Oggi, attraverso il documento integrale senza omissis, siamo in grado di riportare la ricostruzione del prefetto Carmine Esposito che a riguardo scrive: “Il Comune di Foggia bandisce periodicamente due gare per l’appalto dei servizi in argomento aventi rispettivamente ad oggetto: l’affidamento del servizio di pulizia e di guardiania dei bagni pubblici di pertinenza comunale siti in città e, segnatamente, presso Parco Pio X, Parco Viale Kennedy Cep, Mercato Generale, Mercato Pinto, Villa Comunale-Parco Giochi, Via Miranda e l’affidamento del servizio di pulizia e di guardiania dei bagni pubblici di pertinenza comunale siti sul Piazzale del Santuario dell’Incoronata e di quelli situati in Foggia presso la Villa Comunale-Via Galliani, Via Manzoni e Mercato Cep”. Stando a quanto riportato dal prefetto di Foggia “entrambe le procedure di selezione dei contraenti sono state riservate esclusivamente alle cooperative sociali di tipo B, iscritte nell’Albo Regionale istituito ai sensi della legge n. 381/1991, e in entrambe è stato assunto, come criterio di aggiudicazione, il prezzo più basso rispetto a quello posto a base di gara. L’esame dei verbali ha evidenziato che a tutte le gare svolte nel periodo di riferimento hanno partecipato sempre e solo due società cooperative, entrambe con sede in Foggia, denominate ‘Eco Eco Cooperativa Sociale’ e ‘Foggia Service Società Cooperativa’”.

Carabinieri davanti al Comune di Foggia

Secondo il prefetto si tratterebbe di società vicine alla malavita foggiana che avrebbero ottenuto trattamenti di favore dal Comune. “La società ‘Foggia Service’ – si legge nella relazione – risulta amministrata da un consiglio di amministrazione composto da un presidente, un vice presidente e da un numero di consiglieri variabile tra uno e sette, determinato di volta in volta prima dell’elezione. Vice presidente della cooperativa – è scritto nel documento – è la compagna convivente di Ciro Imperio (54enne detto ‘Ciruzzo Pisciacch’, ndr), elemento di vertice della batteria mafiosa Moretti-Pellegrino-Lanza, con il ruolo di cassiere della ‘Società Foggiana’ (operazione ‘Corona’), condannato, con sentenza irrevocabile – ricorda la relazione – nell’ambito del processo relativo all’operazione ‘Double Edge’ per associazione mafiosa”. La compagna “è stata deferita all’autorità giudiziaria – scrive Esposito -, oltre che per violazione della normativa sugli stupefacenti, anche per favoreggiamento personale proprio in favore di Imperio, che all’epoca era latitante”.

Da “Capantica” a Trisciuoglio e Rizzi

Il noto pregiudicato (Imperio, ndr) viene indicato anche come “luogotenente del boss mafioso Vincenzo Antonio Pellegrino alias ‘Capantica’, leader dell’omonima batteria che fa capo al boss Rocco Moretti“. Ma non è tutto, “dagli accertamenti effettuati dalla commissione di indagine, risulta che gli altri due componenti del consiglio di amministrazione della cooperativa ‘Foggia Service’ sono ritenuti uomini di fiducia del pregiudicato Imperio”. Il prefetto sottolinea anche i legami tra Imperio ed Ernesto Gatta, altro “morettiano” di rilievo. “Gli atti processuali, oltre a confermare il legame esistente tra i due – si legge -, evidenziano come il Gatta vantasse conoscenze importanti in ambienti politico-amministrativi comunali: quest’ultimo era stato assunto nella cooperativa ‘Centesimus annus’, destinataria di affidamenti da parte del Comune di Foggia, grazie all’intervento di un consigliere comunale”.

Giosuè Rizzi

Riflettori, inoltre, su un altro componente della ‘Foggia Service”, il quale avrebbe “rivestito la carica di institore nella società ‘RI.CO. s.r.l.’ , in cui risultava socio Fausto Rizzi, nipote dello storico boss della ‘Società Foggiana’, Giosuè Rizzi (vittima di agguato mafioso con armi da fuoco occorso a Foggia il 10 gennaio 2012). Fausto Rizzi è stato condannato dal Tribunale di Bari (il 26 novembre 2020, ndr) alla pena della reclusione di anni dieci e mesi otto (operazione ‘Decima Azione’) per ‘aver partecipato ad una associazione per delinquere armata di tipo mafioso convenzionalmente denominata ‘Società Foggiana’ con il ruolo di partecipe e con il compito di supportare il sodalizio nella fase esecutiva dell’attività estorsiva, con riferimento alla richiesta e alla riscossione delle tangenti, nonché alla consegna dei proventi destinati al mantenimento degli associati, nonché di un tentativo di estorsione aggravato dal metodo mafioso. Come ha evidenziato la commissione – scrive ancora il prefetto Esposito -, tra i dipendenti della cooperativa ‘Foggia Service’ figura Fabio Trisciuoglio, figlio di Federico Trisciuoglio (altro storico boss della ‘Società’, ndr)”.

Ma il focus della relazione si è concentrato anche sull’altra società, a cui appare “riservato il servizio di pulizia e guardiania dei bagni pubblici in Foggia ovvero la cooperativa ‘Eco Eco’. Tra i soci della cooperativa, per la gran parte gravati da precedenti di polizia, spicca la figura di un uomo (deferito all’autorità giudiziaria per ricettazione ed estorsione), il quale risulta controllato con Vincenzo Antonio Pellegrino (già citato in precedenza, ndr), capo della batteria mafiosa Moretti-Pellerino-Lanza, con Michele Cannone con pregiudizi di polizia per associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, porto abusivo e detenzione di armi e con Antonio Rosania, con precedenti di polizia anche per tentato omicidio e reati in materia di armi”. Inoltre, tra i dipendenti che si sono avvicendati nella società spuntano stretti parenti dei cugini Francavilla (al vertice della batteria Sinesi-Francavilla) e di Rodolfo Bruno, cassiere della mafia foggiana ucciso il 15 novembre 2018.

“Logica spartitoria e il Comune accettava”

“Tutta la vicenda amministrativa, come ricostruita dalla commissione – scrive in chiusura il prefetto di Foggia Carmine Esposito –, evidenzia, oltre ogni dubbio, come, nell’intreccio di rapporti personali e cointeressenze economiche tra i rappresentanti delle imprese, che svolgono il servizio di pulizia e guardiania dei bagni pubblici, ed elementi di rilievo della criminalità mafiosa, come Ciro Imperio, si inserisca il Comune di Foggia attraverso un uso deviante degli istituti di diritto amministrativo. L’utilizzazione contra legem della procedura derogatoria della gara riservata alle cooperative sociali di tipo B e della proroga ha consentito, infatti, ad imprese adiacenti a contesti mafiosi di giovarsi di una ultrattività contrattuale ingiustificata. Peraltro, la sistematicità del modello dell’offerta unica nelle gare per l’affidamento del servizio e dell’aggiudicazione speculare in vari anni alle due società del servizio in argomento evidenziano l’adesione del Comune di Foggia ad una logica spartitoria tra le due società, che evoca, pericolosamente, una ‘necessità’ ineludibile per il Comune di Foggia di mantenere rapporti contrattuali con le imprese stesse e, in proiezione, l’accettazione da parte di quest’ultimo, di un vero e proprio ‘cartello’ nel servizio in argomento”. (In alto, i bagni di via Galliani; nei riquadri, il prefetto Esposito e una vecchia foto segnaletica di Imperio)

Seguici anche su Instagram – Clicca qui

Tags: Mafia Foggia
Articolo precedente

Parchi eolici bocciati nel Foggiano, “No” della Regione Puglia a due mega progetti. “Non c’è compatibilità ambientale”

Articolo successivo

Sette cuccioli abbandonati in area di servizio del Foggiano, interviene la polizia. Affidati all’Enpa di Torremaggiore

Articoli correlati

Capotosto, Iacovangelo e Iaccarino

Mafia e politica a Foggia: indagati dalla DDA gli ex amministratori comunali Capotosto, Iaccarino e Iacovangelo

Francesco Notarangelo; in alto, Renato Quitadamo; sotto, Antonio e Andrea Quitadamo

Mafia garganica, “Natale” fa i nomi. “Armiento, Simone, Iaconeta: gli omicidi del clan e il ruolo dei Quitadamo”

Biagio Barrasso e l'assalto a Toritto

Assalti e rapine della banda di cerignolani: “Ci portiamo la lancia termica e boom… lo massacriamo”

Enzo Miucci e Michele Notarangelo; in alto, Marco Raduano; sotto, Gianluigi Troiano

La lettera di Miucci per reclutare un nemico: “Quella donna presto sarà vedova e potrà essere tua. Raduano? Credevi nel dio sbagliato”

In alto, Roberto Sinesi; sotto, Mario Francavilla; al centro, Antonello Francavilla; a destra, Emiliano Francavilla

L’ombra dell’omicidio di Mario Francavilla sulla faida tra i figli: così nacque la frattura nel clan foggiano

Mafia e sale giochi, coinvolta anche la Capitanata: due foggiane tra gli indagati e 23 misure cautelari

Ultime Notizie

Napi Cera
Politica

Autonomia differenziata e sanità, Cera attacca Decaro: “Evoca paure invece di spiegare i problemi della Puglia”

Il consigliere regionale della Lega replica al governatore dopo l'annuncio del ricorso contro la riforma: “Prima risponda su liste d'attesa,...

Sparatoria in piazza a San Severo, il gip lascia in carcere il 50enne: “Una ritorsione perché mi avevano crepato di botte”

Incendio sulle colline del Foggiano, fiamme tra arbusti e macchia mediterranea a Motta Montecorvino

Antonio De Sabato

Inchiesta DDA, De Sabato: “Lo scioglimento per mafia del Comune di Foggia trova nuove conferme”

La “banda della marmotta” è arrivata nel centro di Foggia, assalto alla Bper di corso Garibaldi

RSA di San Nicandro Garganico e Troia, società del gruppo Angelucci condannata a pagare oltre 736mila euro all’ASL Foggia

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024