“Corona”, condannati in Appello i pezzi da novanta della Società Foggiana. Tra i reati mafia, armi e racket

Arriva da Bari la stangata ai boss dei maggiori clan del capoluogo dauno. Nella maxi operazione emerse il sistema estorsivo ai danni di noti imprenditori locali

45 anni e 2 mesi di carcere con pene dai 4 ai 10 anni nel processo “Corona” alla mafia foggiana. La Corte d’Appello di Bari ha inflitto condanne di rilievo a pezzi da novanta della “Società”. 9 anni e 8 mesi a Emiliano Francavilla, 7 anni e 4 mesi ad Antonello Francavilla, 4 anni e 6 mesi a Mario Lanza, 7 anni a Francesco Sinesi, 4 anni e 2 mesi a Federico Trisciuoglio, 4 anni e 2 mesi a Giuseppe Trisciuoglio, 4 anni e 4 mesi a Fabio Trisciuoglio e 4 anni a Ernesto Gatta (l’unico del clan Moretti-Pellegrino). Le accuse: mafia, estorsioni, armi, minacce e maltrattamenti. In “Corona” emerse in particolare il sistema estorsivo ai danni di importanti imprenditori foggiani come Matteo La Torre e Lello Zammarano ma anche racket ad attività medio-piccole.

Per i fratelli Francavilla, Sinesi e Lanza (tutti del clan Sinesi-Francavilla) accolta la richiesta dei legali difensori di ottenere condanne in continuazione con precedenti pene. Lo scopo del reato continuato è quello di contenere (in modo che la pena per il condannato non sia eccessivamente severa) la pena da irrogare, evitando che, a causa dell’applicazione del cosiddetto cumulo materiale delle pene (consistente nella somma aritmetica delle stesse) la condanna sia troppo elevata rispetto alla gravità dei reati commessi.

Leggeri sconti rispetto al primo grado, come nel caso di Emiliano Francavilla, inizialmente condannato a 10 anni anche perchè coinvolto nell’estorsione a Olinto Bonalumi, il “Lupin foggiano” che dopo un furto al caveau NP Service fu costretto dai boss a versare una tangente per aver agito senza il benestare della “Società”.

La pena a Francavilla è in continuazione con altri procedimenti che lo vedono protagonista come “Blauer” dove fu condannato per favoreggiamento della latitanza di Franco Libergolis, capo mafia garganico nel periodo 2009-2010, e “Baccus” per associazione a delinquere e frode riguardo ad affari illeciti nel mondo vitivinicolo del Nord Italia.

Pena in continuazione anche per Antonello Francavilla, già condannato a 6 anni per l’operazione “Gotha” (traffico di droga dal Marocco).

A Francesco Sinesi, figlio del boss Roberto Sinesi detto “lo zio”, i 7 anni vanno in continuazione con quella a 6 anni sempre per “Gotha” e con quella a 4 anni per mafia nel processo “Big bang”.

Sconti di pena piuttosto irrisori per il boss del clan Trisciuoglio-Tolonese, Giuseppe Trisciuoglio e per i figli Giuseppe e Fabio. Pochi mesi di riduzione rispetto al primo grado per i tre.