Inflazione si abbatte sull’agricoltura, schizzano i costi. L’allarme a Foggia: “Rischio fotovoltaico al posto dei campi coltivati”

L’inflazione si abbatte come un ciclone anche sull’agricoltura di Capitanata. L’aumento dei costi alla produzione sta mettendo in ginocchio tutto il comparto che, come se non bastasse, deve fare i conti anche con la siccità. Siamo andati in un’azienda foggiana per raccogliere le lamentele degli agricoltori che quest’anno rischiano davvero di trovarsi in una crisi devastante.

“Bisogna intervenire subito per contenere la bolletta energetica nelle campagne – spiega Andrea Suriano un imprenditore agricolo del Tavoliere – e garantire continuità nella produzione agricola, che non si è mai fermata neanche durante l’emergenza sanitaria, continuando a garantire prodotti freschi e di qualità sulle nostre tavole anche durante il lockdown. E proprio la pandemia ha reso evidente quanto sia fondamentale l’agricoltura per il nostro Paese. Stiamo affrontando un rincaro dei prezzi per l’avvio delle operazioni colturali senza eguali. E’ aumentato di tutto, dal gasolio alla semina, alla concimazione, ma è soprattutto il caro energia che ci sta distruggendo”.

Sulla questione caro prezzi è più volta intervenuta Coldiretti Foggia che teme ulteriori speculazioni. “Il balzo dei beni energetici – dichiara il direttore Marino Pilati – oltre a spingere l’inflazione, si trasferisce sui bilanci delle imprese agricole strozzate da aumenti dei costi non compensati da prezzi di vendita adeguati. E poi temiamo la diminuzione drastica di superficie agricola coltivata che può essere sostituita da distese di pannelli fotovoltaici o altre speculazioni che preferisco non nominare”.