Favori tra leghisti del Gargano, decine di incarichi legali (per 130mila euro) ottenuti con atti falsi. Le carte del blitz di Peschici

La gip Bencivenga ricostruisce i rapporti tra il funzionario Forte e l’avvocato Sciscio, entrambi esponenti del Carroccio. Lavori affidati nonostante i conflitti d’interesse con l’Ente comunale

Atti falsi e favori al Comune di Peschici. Ieri, la Procura di Foggia e la Guardia di Finanza hanno posto fine a quello che sembrerebbe un sistema collaudato – e fraudolento – tra funzionari pubblici, imprenditori e professionisti. Nell’ordinanza cautelare di 71 pagine (gip Bencivenga) è descritta nel dettaglio l’operazione che si è conclusa con gli arresti domiciliari per i dirigenti del Comune garganico, Giuseppe Mastromatteo e Massimiliano D’Adduzio, quest’ultimo ex dirigente dell’ufficio tecnico, in pensione da alcuni mesi. Ci sono anche 6 indagati ai quali è stata applicata la misura interdittiva, per la durata di 12 mesi, dai pubblici uffici o pubblici servizi per il dirigente comunale Luigi Forte e per l’istruttore tecnico comunale Domenico Martino; dalla possibilità di contrarre con la Pubblica Amministrazione per gli imprenditori Leonardo Lagrande e Domenico Mastromatteo (fratello del dirigente). Infine, misura interdittiva agli avvocati e coniugi Raffaele Sciscio e Maria Pia De Nittis. La vicenda ha creato imbarazzo nella Lega, Luigi Forte è infatti segretario cittadino del partito, Sciscio è invece vicesindaco di Vico del Gargano, sempre per i salviniani.

Riguardo al conferimento di incarichi professionali agli avvocati Raffaele Sciscio e Maria Pia De Nittis, la gip scrive: “Dalle indagini svolte è emerso come l’Amministrazione Comunale di Peschici (nella persona dell’indagato Luigi Forte) provvedeva in un largo arco temporale al conferimento di diversi incarichi professionali agli avvocati Raffaele Sciscio e Maria Pia De Nittis, nonostante l’esistenza di un conflitto d’interesse con l’Ente, in virtù di altri incarichi professionali in corso in azioni giudiziarie e stragiudiziali contro lo stesso Ente locale“.

Più nel dettaglio, la giudice ricorda “le Deliberazioni di Giunta Comunale del Comune di Peschici relative alla procedura per il conferimento degli incarichi legali recitando espressamente che è ‘..il Responsabile degli Affari Generali a porre in essere, per ogni singolo atto di indirizzo deliberato dalla Giunta Comunale, di costituzione in giudizio e nomina legale…, una serie di atti gestionali, tra cui ..l’acquisizione, all’atto dell’accettazione dell’incarico da parte dell’avvocato, di una dichiarazione di non essere in conflitto d’interesse con il Comune di Peschici, ai sensi dell’art. 24 del Codice Deontologico Forense, e in particolare di non aver assunto incarichi per la rappresentanza e la difesa, in azioni giudiziarie e stragiudiziali, contro il Comune di Peschici né personalmente né tramite procuratori e/o collaboratori di studio, quanto meno a partire dal 28 maggio 2013, e di impegnarsi anche per il futuro a non accettare incarichi da terzi, pubblici e/o privati, contro il Comune di Peschici, e così per tutta la durata dell’incarico attribuito’“.

Ebbene, secondo gli inquirenti sarebbe stato dichiarato il falso per aggirare le regole: “In considerazione delle citate delibere – si legge nell’ordinanza -, quando la Giunta comunale delibera di conferire un incarico legale, lo stesso viene formalizzato solo a seguito della sottoscrizione di un patto ex art. 2233 comma 1 cod. civ. da parte del Comune e del professionista incaricato, patto che, all’art. 6 comma 3, prevede un’apposita dichiarazione da parte del professionista incaricato, ossia di non essere in conflitto d’interesse con il Comune di Peschici, vale a dire non avere in corso incarichi per la rappresentanza e la difesa, in azioni giudiziarie e stragiudiziali, contro il Comune di Peschici né personalmente, né tramite propri procuratori e/o collaboratori di studio e di impegnarsi, per il futuro, a non accettare incarichi da terzi, pubblici e/o privati, contro il Comune di Peschici per tutta la durata dell’incarico attribuito”.

La gip riporta anche uno stralcio del Codice Deontologico Forense che stabilisce che “l’avvocato deve astenersi dal prestare attività professionale quando questa possa determinare un conflitto con gli interessi della parte assistita”. Ma stando alle carte dell’inchiesta, gli indagati avrebbero “attestato falsamente di non essere in conflitto d’interesse con il Comune di Peschici, vale a dire non avere in corso incarichi per la rappresentanza e la difesa, in azioni giudiziarie e stragiudiziali, contro il Comune di Peschici né personalmente, né tramite propri procuratori e/o collaboratori di studio”.

E ancora: “Proprio in virtù della formazione di atti ideologicamente falsi, gli avvocati Raffaele Sciscio e Maria Pia De Nittis (coniugi e titolari del medesimo studio legale) hanno ottenuto dal Comune di Peschici – scrive sempre la gip – numero 41 incarichi legali, con la conseguente liquidazione di compensi per un importo complessivo pari ad euro 93.908,73, senza considerare gli incarichi legali in corso, per i quali i compensi impegnati dal Comune, pari a ulteriori euro 36.386,04, non risultano essere stati ancora liquidati”. A parere degli inquirenti, “giova evidenziare come il Forte fosse certamente a conoscenza del conflitto d’interesse che l’avvocato Raffaele Sciscio e l’avvocatessa Maria Pia De Nittis avevano con il Comune di Peschici. In particolare, i coniugi, a partire dal mese di ottobre 2017, hanno difeso la società Eurotouring s.p.a. (che risulta essere il datore di lavoro del Vice Sindaco del Comune di Peschici Rocco Vecera) innanzi al TAR Puglia contro il Comune di Peschici e, al contempo, hanno continuato ad assumere diversi incarichi legali per la difesa delle ragioni del Comune, conferitigli dalla stessa Amministrazione Comunale”.

Per la gip “la circostanza della conoscenza da parte del Forte trova conferma nelle notifiche e nelle comunicazioni che gli avvocati Sciscio e De Nittis hanno inviato al Comune di Peschici, con le quali, tra l’altro, hanno reso edotto l’Ente della propria difesa, in favore della citata società Eurotouring s.p.a.”. Secondo le carte giudiziarie, questo si evincerebbe da una serie di atti notificati al Comune proprio da Sciscio.

Inoltre, ricorda infine la gip, i 41 incarichi “sono stati conferiti – si legge nell’ordinanza – a seguito di proposta da parte dell’indagato Luigi Forte il quale – dopo la formale Deliberazione di Giunta Comunale – ha emesso le relative determinazioni, nel corpo delle quali risulta espressamente approvato e richiamato (quale ‘parte integrante e sostanziale’) il patto ex art. 2233 cod. civ. sottoscritto dagli avvocati sottoposti a indagini
preliminari; tali patti riportano sempre la falsa attestazione relativa alla insussistenza di cause di conflitto di interesse ed il Forte risulta essere il funzionario che sottoscrive anche i predetti patti”. (In alto, Forte, De Nittis e Sciscio; sullo sfondo, il Comune di Peschici)

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