Covid, parte dagli sfollati di Foggia la distribuzione di cibo per i nuovi poveri pugliesi

L’iniziativa, promossa da Coldiretti, Campagna Amica e Filiera Italia con la partecipazione delle più rilevanti realtà economiche e sociali del Paese

Al via in Puglia la distribuzione di circa 10mila chili di cibi e bevande per i nuovi poveri, con la rapida diffusione dei contagi della variante Omicron del Covid che rischia di peggiorare nel 2022 la situazione economica ed occupazionale già difficile. L’iniziativa, promossa da Coldiretti, Campagna Amica e Filiera Italia con la partecipazione delle più rilevanti realtà economiche e sociali del Paese, è partita da Foggia dove, insieme all’assessore al Welfare, Politiche di benessere e programmazione sociale della Regione Puglia, Rosa Barone, sono stati distribuiti i primi pacchi alle famiglie degli sfollati di Via San Severo, costretti a vivere nei container in attesa dell’attribuzione degli alloggi di edilizia popolari, oltre a quanti sono stati sgomberati dalle abitazioni, anche a causa dell’insussistenza delle condizioni di sicurezza dell’ex distretto militare di via tenente colonnello Attilio Muscio al civico 2 e del fabbricato della III  traversa, civ 1, di via San Severo.

“In questo momento di nuovi timori per il futuro con la pandemia Covid che è tornata a fare paura per la variante Omicron – spiega Coldiretti Puglia – è importante dare un segnale di speranza alle fasce più deboli della società con una grande alleanza di solidarietà da nord a sud della regione. L’emergenza Covid ha impoverito più di una famiglia su quattro che ha dichiarato – dice Coldiretti Puglia – un peggioramento della situazione economica rispetto all’anno precedente con oltre 200mila persone che in Puglia si trovano in una situazione di povertà assoluta”.

L’obiettivo è dare la possibilità anche ai più poveri di gustare il meglio della gastronomia nazionale – insiste Coldiretti Puglia – per ricordare che insieme all’emergenza sanitaria bisogna combattere quella economica e sociale.
Le iniziative solidali sono tanto più importanti considerato che l’avanzare dell’emergenza coronavirus ha fatto salire di oltre 200mila i nuovi poveri che hanno bisogno di aiuto anche per mangiare per effetto della crisi economica e sociale provocata dalla pandemia e dalla conseguente perdita di opportunità di lavoro. Una catastrofe sociale senza precedenti dal dopoguerra contro la quale – denuncia Coldiretti Puglia – è importante garantire interventi anche sul piano alimentare a chi si trova in difficoltà.
La punta dell’iceberg delle difficoltà in cui si trova la Puglia è rappresentata dal numero cresciuto esponenzialmente di persone a rischio povertà, con un’incidenza media pari al 30,4%. Si tratta del valore più elevato degli ultimi quindici anni – aggiunge Coldiretti Puglia – dove fra i nuovi poveri sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie che sono state fermate dalla limitazioni rese necessarie dalla diffusione dei contagi per Covid.

“Persone e famiglie che mai prima d’ora – precisa la Coldiretti regionale – avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche. Contro la povertà – sottolinea la Coldiretti regionale – è cresciuta la solidarietà che si è estesa dalle organizzazioni di volontariato alle imprese e ai singoli cittadini.
Con la crisi un numero crescente di persone è stata costretta a far ricorso alle mense dei poveri e molto più frequentemente – sottolinea la Coldiretti regionale – ai pacchi di aiuto alimentare, anche per le limitazioni rese necessarie dalla pandemia. Fra i nuovi poveri – continua la Coldiretti Puglia – ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie che sono state fermate dalla limitazioni rese necessarie dalla diffusione dei contagi per Covid”.

L’iniziativa di solidarietà è resa possibile dalla partecipazione di: Conad, Enel, Intesa San Paolo, Philip Morris Italia, Snam, Eni, Grana Padano, Granarolo, Generali, Rigamonti, Poste Italiane, Parmigiano Reggiano, Montana, Casillo, Le Stagioni d’Italia, Virgilio, Plasmon, Casa Modena, Ferrovie Italiane, Terna, Novamont, Pomì, Gardalatte, Banco BPM, Unioncamere e Codacons.