“Ora tocca a noi”, Libera dedica il bimestrale alla “mafia primitiva” di Foggia. Proposta una “call to action” per ripristino tribunali

Dall’Auser è arrivato un monito per le agenzie educative. “Dobbiamo riscoprire il valore delle norme, delle regole; la legge è una tutela, non una mancanza di libertà”

È una mafia primitiva nella mentalità e nei modi, però cerca di fare affari e inserirsi nella gestione di concessioni ed appalti. La zona grigia è ancora da esplorare. È una mafia molto violenta, ma spesso non ha bisogno di minacciare: alcuni imprenditori scendono a patti per stare tranquilli. È difficile distinguere quanto sia determinato dalla paura e quanto da assuefazione e convenienza”.
È questo uno stralcio della bella intervista al procuratore Ludovico Vaccaro sul numero del magazine di Libera, lavialibera, dedicato a Foggia e intitolato “microcosmo mafioso”.
Il bimestrale è stato presentato dal presidio di Libera in Biblioteca Magna Capitana e l’occasione ha dato l’opportunità alla società civile di rincontrarsi dopo tanto isolamento pandemico e di riflettere sullo scioglimento del Consiglio comunale. Ora tocca a noi, il claim.

Tanti i presenti nonostante le paure da contagio insieme a Federica Bianchi e Daniela Marcone, la direttrice del giornale e i vari redattori. Tante le associazioni, le realtà legate al centrosinistra ma non solo sedute ai posti dell’auditorium. Dall’Anpi con Michele Galante ai giovani di Sfoggia. Dal circolo La Merlettaia a Fare Ambiente. Nel pubblico anche monsignor Moscone, intervenuto sul finale.
“Siamo in guerra dobbiamo arrivare ad un gabinetto di guerra. Ci sono ancora punti oscuri nelle infiltrazioni mafiose” ha detto l’ex parlamentare sammarchese.
“Dobbiamo cercare di far confrontare tutto il mondo delle imprese e non mi riferisco solo al mattone”.
Dall’Auser è arrivato un monito per le agenzie educative. “Dobbiamo riscoprire il valore delle norme, delle regole; la legge è una tutela, non una mancanza di libertà. Dobbiamo raccontare cosa è stata Foggia, può tornare ad essere quella che era?”, l’interrogativo tutt’altro che retorico.

Presenti il comandante provinciale dei carabinieri, Lorenzon e il questore Sirna

Ha fatto una proposta operativa l’ex candidato sindaco Pippo Cavaliere, presidente onorario della Fondazione Antiusura Buon Samaritano e componente del Comitato nazionale di solidarietà antiracket e antiusura. “Ora tocca a noi. C’è la consapevolezza dell’opacità e delle connivenze con la criminalità in città? Io ritengo che questa consapevolezza non c’è, questo è lo scoglio più difficoltoso da affrontare. Noi siamo abituati a denigrare la nostra città, ma abbiamo una bella città con potenzialità inespresse. Propongo una call to action affinché vengano ripristinati gli uffici giudiziari, se la politica latita attiviamoci come cittadini, con delle firme”.



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